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Huawei, aggiornamenti software per tre mesi

Gli Stati Uniti hanno concesso una licenza di 90 giorni, durate i quali Huawei può fornire il supporto alle reti esistenti e gli aggiornamenti software.

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Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha concesso a Huawei una licenza temporanea di 90 giorni, durante i quali potrà fornire aggiornamenti software ai dispositivi già sul mercato ed effettuare la manutenzione delle infrastrutture di rete esistenti (LTE, non 5G). Rimane invece il ban relativo all’acquisto dalle aziende statunitensi di componenti per realizzare nuovi prodotti.

Huawei e altre 68 aziende straniere sono state inserite dal governo statunitense nella Entity List pubblicata il 16 maggio. In base all’ordine esecutivo firmato da Donald Trump è vietata qualsiasi transazione commerciale con produttori che rappresentato un rischio per la sicurezza nazionale. La nuova autorizzazione non è tuttavia un “regalo” a Huawei, ma serve solo per concedere più tempo agli operatori di telecomunicazioni che dovranno cambiare il loro fornitore.

La licenza temporanea fino al 19 agosto permetterà di eseguire le operazioni necessarie per mantenere l’integrità e affidabilità delle reti esistenti. Huawei potrà inoltre continuare il supporto per i dispositivi mobile attraverso gli aggiornamenti software. Il Dipartimento del Commercio conferma quindi quanto anticipato da Huawei e Google. Il governo statunitense valuterà la possibilità di estendere la licenza oltre i 90 giorni previsti.

Il fondatore Ren Zhengfei ha dichiarato che la nuova autorizzazione non avrà nessuna conseguenza sui piani futuri, in quanto Huawei è in grado di realizzare i chip acquistati dalle aziende statunitensi. Inoltre, gli Stati Uniti sottovalutano le capacità di Huawei. Nessun’altra azienda sarà in grado di raggiungere nei prossimi due-tre anni il produttore cinese nello sviluppo della tecnologia 5G. Zhengfei ha suggerito anche alle aziende statunitensi di far cambiare idea al governo. Tra l’altro il divieto di esportazione causerà un danno economico di oltre 56 miliardi di dollari in cinque anni e la perdita di almeno 74.000 posti di lavoro.