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Google Chrome non vuole ostacolare gli ad blocker

Il gigante della tecnologia assicura che Google Chrome non intende ostacolare gli utenti che vogliono utilizzare gli ad blocker.

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BigG non non ha intenzione di eliminare gli ad blocker, lo riferisce in un paio di post sul proprio blog ufficiale – pubblicati ieri – per rispondere alle critiche relative ai suoi piani per migliorare le estensioni di Google Chrome.

Devlin Cronin, ingegnere del software, ha così dichiarato:

Non stiamo impedendo lo sviluppo di ad blocker, né vogliamo impedire agli utenti di utilizzarli. Piuttosto, intendiamo aiutare gli sviluppatori, compresi quelli di content blocking, a scrivere estensioni in modo da proteggere la privacy degli utenti.

Bisogna però fare un passo indietro per capire bene la situazione. Il colosso della ricerca, lo scorso ottobre, ha rivelato un piano generale per migliorare le estensioni di Google Chrome. A gennaio, gli sviluppatori hanno notato che parte del piano, denominata Manifest v3, poteva recare danno agli ad blocker. Manifest v3 è progettato per migliorare le prestazioni, la privacy e la sicurezza delle estensioni di Chrome, ma una parte di questo cambiamento limita il modo in cui le estensioni saranno in grado di esaminare aspetti dei siti web. Alcuni sviluppatori hanno detto che questo silurerà le loro estensioni di ad blocker. La società però spiega:

C’è stata molta confusione circa le motivazioni e le conseguenze di questo cambiamento, inclusa la speculazione secondo cui tali modifiche fossero state progettate unicamente per prevenire o indebolire gli ad blocker. Non è assolutamente questo l’obiettivo.

Parte del dibattito riguarda le regole che gli ad blocker utilizzano per decidere cosa mostrare e cosa no. Il design attuale di Google Chrome consente molte di queste regole, quindi, per esempio, un ad blocker può controllare se gli elementi di un sito web provengono da un lungo elenco di indirizzi internet relativi agli annunci. Il nuovo approccio prevedeva un limite per tali regole, il quale avrebbe potuto ostacolare gli ad blocker e le altre estensioni che utilizzavano tali elenchi.

Fonte: Wired • Immagine: Pixabay