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Smartphone Huawei, consegne in calo del 60%?

In base alla fonte di Bloomberg, le consegne internazionali degli smartphone Huawei potrebbero diminuire fino a 60 milioni di unità entro il 2019.

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Le consegne internazionali di smartphone Huawei potrebbero diminuire fino al 60% a causa del ban imposto dall’amministrazione Trump. In base alla fonte contattata da Bloomberg, il produttore cinese potrebbe anche bloccare le vendite del recente Honor 20, se la domanda sarà inferiore al previsto.

Huawei ha consegnato nel 2018 oltre 200 milioni di smartphone in tutto il mondo. Solo nei primi tre mesi del 2019 sono stati consegnati quasi 60 milioni di unità con un incremento del 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma l’ambizioso piano di diventare il primo produttore mondiale entro il 2020 potrebbe trasformarsi in un incubo. Il governo statunitense ritiene che Huawei rappresenti un pericolo per la sicurezza nazionale, pertanto ha inserito l’azienda di Shenzhen nella Entity List del Dipartimento del Commercio.

Il produttore non può quindi utilizzare componenti hardware e software di aziende statunitensi. Dopo il 19 agosto, scadenza fissata per la licenza temporanea, Huawei non riceverà più aggiornamenti per Android e le app Google. Per questo motivo le consegne di Honor 20 potrebbero essere sospese se le vendite risulteranno inferiori alle attese. Sui nuovi smartphone dovrà invece essere installato un sistema operativo alternativo.

Secondo la fonte di Bloomberg, il reparto marketing e vendite di Huawei ha stimato un calo delle consegne internazionali compreso tra 40 e 60 milioni di smartphone nel 2019. Il produttore cinese ha già posticipato il lancio del Mate X, in quanto sono necessari ulteriori test per evitare la stessa debacle di Samsung. Ma la decisione potrebbe essere anche correlata al ban imposto dal governo USA.

Nessuno problema invece per il mercato domestico. Il market share è attualmente del 34% in Cina e potrebbe raggiungere il 45% nei prossimi mesi. Intanto alcuni chipmaker, tra cui Intel e Qualcomm, hanno chiesto al Dipartimento del Commercio di rimuovere il blocco per alcuni componenti hardware, come i processori per smartphone, in quanto non presentano nessun pericolo per la sicurezza nazionale.