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Samsung accusata di pubblicità ingannevole

Samsung è stata accusata in Australia di aver ingannato i consumatori con pubblicità che mostrano smartphone Galaxy in funzione al mare e in piscina.

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La Australian Competition and Consumer Commission (ACCC), l’ente del governo che difende i diritti dei consumatori, ha avviato un procedimento presso la Corte Federale contro Samsung, accusata di aver fornito false informazioni sulla resistenza all’acqua dei suoi smartphone Galaxy. Ciò è avvenuto a partire da febbraio 2016 per diversi modelli, inclusi quelli della recente serie Galaxy S10.

I Galaxy S7 e S7 edge, annunciati al Mobile World Congress 2016 di Barcellona, sono stati i primi smartphone del produttore coreano con certificazione IP68. Il codice indica che il dispositivo può resistere in acqua per 30 minuti fino ad una profondità di 1,5 metri. Questa caratteristica è stata evidenziata da Samsung in oltre 300 annunci pubblicitari in TV, online, sui social media, sulle brochure e sui manifesti affissi in tutto il mondo. I test vengono eseguiti in presenza di acqua dolce, mentre nelle immagini pubblicitarie viene mostrato l’uso degli smartphone in piscina e al mare.

La ACCC afferma che i consumatori sono stati ingannati credendo che i dispositivi potessero funzionare dopo l’immersione in qualsiasi tipo di acqua. La Commissione ritiene che Samsung non ha testato (o testato in modo parziale) gli smartphone per verificare le conseguenze dovute all’immersione in acqua. Inoltre sapeva che l’uso in presenza di altri liquidi avrebbe causato danni (sul sito dei Galaxy S10 viene infatti sconsigliato l’uso in piscina e in spiaggia). Il produttore ha infine negato la riparazione in garanzia a diversi consumatori.

Il comportamento tenuto da Samsung non è corretto perché l’azienda sapeva che la resistenza all’acqua è un fattore che influenza la scelta dei consumatori. Grazie ai numerosi annunci pubblicitari ha ottenuto un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti. Se il giudice confermerà le accuse della ACCC, Samsung rischia una sanzione massima di 1,1 milioni di dollari australiani per ogni violazione precedente al 1 settembre 2018 e di 10 milioni per ogni violazione successiva a tale data.

Gli smartphone interessati sono quelli prodotti tra il 2016 e il 2019, ovvero Galaxy S10e/S10/S10+, Galaxy S9/S9+, Galaxy S8/S8+, Galaxy S7/S7 edge, Galaxy Note 9/8/7, Galaxy A8/A7/A5.

Fonte: ACCC • Via: SamMobile • Immagine: Samsung