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La NASA ne fa 61: obiettivi Luna e Marte

La NASA compie 61 anni e festeggia il compleanno brindando ai suoi più grandi successi, tenendo sempre a mente i futuri obiettivi da raggiungere.

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Oggi la NASA spegne 61 candeline: era il 29 luglio del 1958 quando l’allora presidente degli Stati Uniti, Dwight Eisenhower, firmava la nascita della nota agenzia spaziale.

Da quel momento una serie di traguardi storici sono stati raggiunti dall’uomo, che per la prima volta si era deciso a scoprire l’universo. Il 5 maggio del 1961, l’astronauta Alan Shepard fu il primo a volare nello spazio, raggiungendo 187 km di distanza dalla Terra; Jurij Gagarin e John Glenn compirono invece un’orbita intera intorno al nostro Pianeta.

Il passo più importante nella storia della NASA rimane tutt’oggi il primo allunaggio, festeggiato di recente con il Moon Day in occasione del suo 50esimo anniversario. Era infatti il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin toccarono con i propri piedi la superficie lunare, durante la missione di successo Apollo 11. Sempre parlando di traguardi, nel 1983 l’astronauta Sally Ride fu la prima donna americana a entrare in orbita, a bordo della Sts-7, circa vent’anni dopo dalla prima donna in assoluto a compiere l’impresa (nonostante l’ammissione fu dichiarata fallimentare), Valentina Tereškova.

Una storia, quella della NASA, costellata non solo di ottimi risultati ma anche di momenti bui: tra i più memorabili il disastro del Challenger, che nel 1986 vide lo Shuttle sollevarsi da terra per appena 73 secondi e dopo esplodere, causando la morte di tutto l’equipaggio.

L’agenzia spaziale ha mire ambiziose e si prefigge missioni sempre più difficili da portare a termine: anzitutto il ritorno dell’uomo sulla Luna entro il 2024, così come l’allunaggio della prima donna, e poi la colonizzazione di Marte in un futuro non troppo lontano (si parla del 2033, quando per la prima volta il genere umano tenterà di stabilirsi sul tanto ambito Pianeta Rosso).