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Sony pensa ad un condizionatore indossabile

Si chiama Sony Reon Pocket ed è pensato come tasca posteriore che diffonde aria calda o fresca, a seconda delle circostanze e necessità.

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Sony potrebbe avere una soluzione al caldo che attanaglia l’Italia in queste ore. Il programma First Flight dell’azienda ha infatti in cantiere un progetto di crowdfunding di un “condizionatore d’aria” indossabile. Si tratta del Reon Pocket, che si infila in una tasca sul retro del collo all’interno di una maglietta speciale.

Il dispositivo non condiziona l’aria in quanto tale, piuttosto, utilizza l’effetto Peltier (in cui il calore viene assorbito o emesso quando si passa una corrente elettrica attraverso una giunzione) per abbassare la temperatura o aumentarla, il tutto senza volume o rumore.

Certo ci sono dei limiti: bisogna controllare manualmente la temperatura tramite un’app mobile, ma Sony spera di offrire una modalità automatica con un aggiornamento futuro. La compagnia prevede inoltre un ciclo di vita di diverse ore con una singola carica e due ore di ricarica tramite USB-C.

La disponibilità, essendo un progetto di crowdfunding, non è certa. Il Reon Pocket è quasi completamente finanziato ma dovrebbe essere finalizzato solo nel marzo del 2020 e solo per il mercato giapponese. Non a caso, proprio in Giappone si terranno le prossime Olimpiadi, il momento migliore per mostrare una innovativa tecnologia che potrebbe fare comodo a molti. I prezzi poi sono più che abbordabili: l’equivalente di 117 euro, un cartellino che permetterà di tenere la schiena all’asciutto o al caldo per buona parte della giornata anche se i primi tester parlano solo di qualche ora di effettivo funzionamento mentre la durata estesa dovrebbe essere solo per l’accoppiamento via bluetooth col cellulare che, a conti fatti, serve a ben poco in modalità offline.

Inoltre, a differenza di molti altri prototipi di Sony che non avevano una data di produzione, ad esempio proiettori tascabili e auricolari IA, il Reon Pocket è destinato alla vendita in maniera concreta e un suo arrivo in Europa, Italia compresa, non è per nulla da escludersi prima o poi.