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Apple TV+: Apple ha chiesto clemenza sulla Cina?

Apple avrebbe chiesto agli showrunner di Apple TV+ di non mettere in cattiva luce la Cina: è quanto riporta un approfondimento di BuzzFeed News.

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Una nuova polemica investe Apple e il suo rapporto con la Cina. Dopo le critiche per la rimozione di HKMap.live da App Store – l’applicazione pensata per permettere ai manifestanti di Hong Kong di conoscere in anticipo i posti di polizia – emergono indiscrezioni su Apple TV+. Secondo quanto reso noto da BuzzFeed, il gruppo di Cupertino avrebbe chiesto ai propri partner di non dipingere in modo negativo il Paese asiatico all’intero dei loro show.

Al momento non giunge alcuna conferma dalle parti di Apple. Secondo quanto riferito da BuzzFeed News, alcuni dirigenti del gruppo di Cupertino – in particolare Eddy Cue e Morgan Wandell – avrebbero chiesto ai creatori di contenuti per Apple TV+ di “non dipingere la Cina sotto una cattiva luce”. Stando a quanto riferito dalla testata, l’azienda starebbe infatti cercando di evitare la bocciatura del servizio di streaming nel Paese asiatico, evitando così il percorso già seguito da iBooks, iTunes e altri servizi, vietati in Cina dal 2016.

La testata, tuttavia, spiega come quanto accaduto sia pratica comune in tutto quel di Hollywood. “Tutti lo fanno”, ha riferito uno showrunner non collegato ad Apple e Apple TV.

Lo devono fare se vogliono rimanere in quel mercato. E voglio rimanere in quel mercato, chi non lo farebbe?

BuzzFeed News, tuttavia, riferisce come le richieste di Apple si estenderebbero ben oltre a film e serie TV, ma coinvolgerebbero anche l’universo delle applicazioni. Così ha spiegato un developer, il quale ha voluto rimanere anonimo:

Riceviamo una telefonata da Apple in cui ci dicono: “Ci ha appena chiamati il governo cinese”. Cinque minuti dopo la nostra applicazione è fuori da App Store.

Proprio sul fronte delle app, la scorsa settimana Tim Cook ha distribuito una nota ai dipendenti, spiegando le ragioni alla base dell’eliminazione di HKMap.live. A quanto pare, il software sarebbe stato utilizzato in modo anomalo da malintenzionati, ad esempio per monitorare le aree libere da agenti nella città e perpetrare furti o aggressioni.