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Starlink: altri 60 satelliti Internet in orbita

SpaceX porta in orbita altri 60 satelliti della flotta Starlink, pensata per portare banda larga a bassa latenza in tutto il mondo.

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Altri 60 satelliti della flotta Starlink, il progetto di SpaceX per portare Internet ad alta velocità in ogni zona del Pianeta, sono stati mandati in orbita. Qualche ora fa, infatti, il Falcon 9 del gruppo ha complicato la sua missione, dal centro di Cape Canaveral in Florida. Con quest’ultimo lancio, la compagnia di Elon Musk diventa ufficialmente l’operatore di rete dotato di più satelliti al mondo, così come confermato da Ars Technica.

Starlink, così come già accennato, è il progetto di Elon Musk per portare connessioni prestanti – a banda larga e bassa latenza – in tutto il mondo. Per farlo, il gruppo SpaceX ha optato per un fitto network di migliaia di satelliti a bassa quota: se non vi saranno intoppi di sorta, le prime attivazioni consumer potrebbero già avvenire dalla fine del 2020.

Con quest’ultimo lancio, sono 180 i satelliti Starlink già in orbita, anche se il network sarà composto da migliaia di esemplari: solo per il 2020, ad esempio, sono previsti almeno altri 20 lanci. La flotta è divenuta famosa negli ultimi mesi poiché, almeno nei primi giorni dal lancio, è risultata visibile dalla Terra: nelle notti particolarmente limpide, infatti, si potrebbe notare un carosello di decine di satelliti, pronti a solcare il cielo. Il fenomeno, capace di sollevare preoccupazioni e proteste da parte degli astronomi, è però transitorio: raggiunta la loro posizione orbitale definitiva, infatti, gli strumenti non dovrebbero essere più visibili a occhi nudo. Lo stesso Elon Musk, in risposta alle critiche apparse nelle ultime settimane, ha confermato di essere già al lavoro per lo sviluppo di apposite tecniche per ridurne ulteriormente la visibilità.

Grazie all’orbita a bassa quota, Starlink potrà garantire tempi di latenza abbastanza ridotti – si parla già di 25/30 ms quando il network sarà al suo culmine – superando così le limitazioni che da sempre accompagnano la fornitura di connettività via satellite. Gli esperti stimano che, all’apertura delle attivazioni, la società possa raggiungere il 3% delle connessioni globali, pari a 30 miliardi di dollari di mercato.