Google Maps ora mostra anche il percorso più green

Come anticipato nei giorni scorsi, Google Maps darà indicazioni “green” grazie a un algoritmo che calcola consumi, traffico e percorso.

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Nelle scorse settimane vi abbiamo anticipato alcune delle nuove funzioni che Google ha intenzione di implementare nel suo Google Maps per rendere il servizio più funzionale e preciso. Una di queste è strettamente legata alla valorizzazioni di percorsi più ecologici.

Google Maps e i percorsi eco-compatibili

Google, infatti, cambierà radicalmente la logica di funzionamento del servizio che, invece di mostrare il modo più veloce per spostarsi da un punto A a un punto B, come impostazione predefinita indicherà il percorso più corto e più green. Una funzione che l’azienda ha sviluppato con il supporto del National Renewable Energy Lab del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, con l’obiettivo di segnalare all’utente rotte ecocompatibili, con il minor impatto sulle emissioni di anidride carbonica.

Il tutto senza impattare più di tanto con il tempo di percorrenza, che dovrà essere se non uguale, perlomeno analogo. Per contrassegnare i percorsi eco-compatibili, Google userà infatti una foglia verde come icona e includerà alcune statistiche per orientare la scelta più ecologica, quando disponibile. In caso contrario Maps offrirà la possibilità di passare da un percorso all’altro e di optare per quello che l’utente preferisce.

Tutto questo fa parte dell’impegno che abbiamo preso lo scorso settembre per aiutare un miliardo di persone che utilizzano i nostri prodotti ad agire per ridurre il loro impatto ambientale”, fanno sapere da Google.

Un ruolo importante per la corretta funzionalità della feature saranno i sistemi di Intelligenza artificiale e machine learning che il colosso di Mountain View sta potenziando, contestualmente alle nuove opzioni, così che il servizio possa “capire” chi si trova di fronte, cioè a dire un automobilista o un ciclista, per esempio, così da mostrandogli in tempi brevi i percorsi auto o ciclabili di default.

La nuova opzione sarà lanciata ufficialmente negli Stati Uniti su Android e iOS entro la fine dell’anno, per poi essere distribuita nel resto del mondo, ma avrebbe fatto capolino sui dispositivi di qualche fortunato utente americano che sta avendo così la possibilità di testarne l’efficacia: in quest’ottica pare che il servizio sia già parecchio efficace e che necessiti solo di qualche piccola miglioria, cosa che potrebbe convincere Google a rilasciarlo con anticipo rispetto al periodo prefissato.

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