Bitcoin, per la prima volta in tre mesi sopra i 50.000 dollari

La criptovaluta più popolare ha fatto registrare un importante rialzo del 3,47% sui mercati asiatici dopo i problemi degli ultimi mesi.

Dopo qualche mese di incertezza, anche a causa di una serie di movimenti esterni come la stretta del governo cinese sull’uso e la produzione di criptovalute, o la decisione del proprietario di Tesla, Elon Musk, di non accettarla più per l’acquisto di auto elettriche per via dell’impatto ambientale dell’attività di produzione mineraria, il Bitcoin torna sopra i 50.000 dollari per la prima volta in tre mesi. Nel dettaglio, la valuta digitale più famosa al mondo ha fatto registrare sui mercati asiatici un rialzo del 3,47%, ovverosia 50.316,87 dollari.

Bitcoin risale in borsa, ma in El Salvador…

Il Bitcoin ritrova dunque forza, continuando nella sua costante risalita che dallo scorso 20 luglio, quando la valuta digitale aveva toccato i 29.789 dollari, l’ha portata ad avere un incremento delle quotazioni del 70%. A ridare vigore alla criptovaluta e favorirne il rialzo sul mercato hanno di certo contribuito l’ottimismo degli investitori dovuto a una serie di notizie positive, compreso l’annuncio di lavoro di Walmart (colosso statunitense della grande distribuzione) che ricerca una figura “esperta in valute digitali”, e voci importanti su possibili operazioni di mercato correlate ad Amazon, che potrebbe sperimentare sulla sua piattaforma acquisti con il bitcoin (anche se il colosso dell’e-commerce ha smentito).

L’obiettivo minimo ora è cercare di eguagliare almeno i valori massimi raggiunti in questo 2021, nel mese di aprile, cioè a dire 65.000 dollari, anche se alcuni esperti iniziano a credere che possa puntare ai 100.000 dollari.

Intanto in El Salvador, dove lo scorso mese di giugno il parlamento ha approvato il decreto 57/2021, un nuovo disegno di legge che legalizza l’uso dei bitcoin, diventando così il primo Paese al mondo a utilizzare la criptovaluta come moneta reale, in alternativa a quella tradizionale, ci sono state le prime proteste. La popolazione, in particolare lamenta una certa disinformazione sull’effettiva natura della valuta digitale, quindi delle sue criticità e volatilità. Inoltre, come sottolineato dall’attivista Idalia Zuñiga, teme il rischio che si verifichino diseguaglianze nell’accesso e nell’uso degli asset in criptovaluta da parte del governo, dei cittadini più ricchi e della maggioranza della popolazione, cosa che potrebbe favorire gli speculatori e la criminalità, in questo caso a riciclare il denaro sporco.

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