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OnePlus 6T: è davvero un flagship killer?

OnePlus 6T ha un processore Snapdragon 845, 6 o 8 GB di RAM e storage da 128 o 256 GB con OxygenOS: combina specifiche al top con un prezzo ragionevole.

Prezzo

€ 559

In offerta su Amazon

€ 558

Giudizi
  • Caratteristiche8,5
  • Design8,5
  • Prestazioni8
  • Qualità prezzo8
Pro

Qualità costruttiva, display, fotocamera

Contro

Assenza jack audio, porta USB Type-C solo 2.0, lettore d’impronta non precisissimo

Di , 6 Marzo 2019

Sono ormai 5 anni che OnePlus è arrivata sul mercato globale degli smartphone Android e si è già ritagliata un buono spazio sia nelle vendite che nel cuore dei tanti fan che seguono l’azienda cinese nelle molte occasioni di incontro, come avviene regolarmente anche qui in Italia.

E sebbene la strategia del doppio flagship annuale possa far storcere un po’ il naso a qualcuno, soprattutto con l’assottigliamento del gap temporale fra i rilasci della prima serie e della successiva serie T, i prodotti OnePlus rimangono comunque fra i più apprezzati dal pubblico italiano e internazionale. Per questo, abbiamo provato con vivo interesse l’attuale modello top di gamma, il OnePlus 6T (qui invece il OnePlus 6). Vediamo come si è comportato.

Design ()

Iniziamo dalla confezione di vendita: oltre al OnePlus 6T e alla manualistica di legge, contiene il caricabatteria Dash da 20 Watt, un cavo USB di tipo C, un adattatore Type-C per cuffie jack da 3,5mm, lo strumento estrattore della SIM e una cover morbida in silicone. Assenti le cuffie stereo.

Le dimensioni del terminale sono di 157,5×74,8×8,2mm e il peso di 185 grammi. La struttura, come per la maggior parte dei flagship odierni, è in metallo, ricoperto sia davanti che dietro in vetro; sappiamo che il display è ricoperto di Gorilla Glass 6 mentre non conosciamo il dettaglio del vetro posteriore.

Nella parte anteriore dello smartphone ci sono il display AMOLED da 6,41” Full HD+ con rapporto 19,5:9 e notch a goccia, all’interno del quale è posizionata la fotocamera frontale; lo speaker è nascosto sul bordo superiore del telefono e il chin inferiore è di dimensioni piuttosto ridotte. Sul retro trovano posto la doppia fotocamera con flash dual tone e il logo OnePlus.

Il retro è in vetro trattato in modo da dare una sensazione quasi gommata al tatto, soluzione molto piacevole e che non trattiene le impronte come accade di solito con le scocche in vetro (sebbene sia presente una cover in confezione, abbiamo preferito non usarla).

Ai bordi del 6T sono presenti un microfono per la cancellazione dei rumori, in alto; lo slot per la dual SIM, a sinistra, vicino al bilanciere del volume (quest’ultimo in una posizione insolita che ci ha portati a premerlo per errore in diverse occasioni); i tasti power e un interruttore muto, a destra; la porta USB Type-C con supporto OTG, un microfono e la griglia altoparlante, in basso.

Curiosa la scelta di OnePlus di implementare un tasto fisico per passare da suoneria a vibrazione quando tutti gli altri brand utilizzano i tasti volume per eseguire la stessa operazione.

Scheda tecnica ()

Da buon flagship di fine 2018, OnePlus 6T arriva su piattaforma Qualcomm Snapdragon 845, SoC octa-core con architettura da 10nm, clock fino a 2,8GHz e AI. La GPU è la Adreno 630, e accanto al chipset c’è abbondanza di RAM con configurazioni che vanno dai 6GB ai 10GB, mentre la memoria di archiviazione è di 128GB o 256GB, non espandibile.

La dual camera posteriore è composta da un sensore principale Sony IMX519 da 16MP con apertura f/1.7, pixel da 1,22μm, stabilizzatore ottico ed elettronico (OIS+EIS) e autofocus a rilevamento di fase (PDAF), e da un secondo sensore Sony IMX376K da 20MP con apertura f/1.7, pixel da 1μm ePDAF. È possibile catturare video fino a 4K@60fps e in slow motion a 240fps.

La fotocamera frontale è una Sony IMX371 da 16MP con apertura f/2.0, pixel da 1μm, fuoco fisso e stabilizzatore elettronico, che riesce a registrare video fino a 1080p@30fps.

Non manca la gamma completa di sensori: luminosità, prossimità, accelerometro, giroscopio e magnetometro. Sono presenti anche le connettività Bluetooth 5.0 con supporto aptX HD, NFC, Wi-Fi 802.11 ab/g/n/ac dual band 2,4/5GHz, la localizzazione GPS con A-GPS, Glonass, Galileo, BeiDou. Per quanto riguarda la connettività cellulare, sono supportate tutte le bande 2G, 3G e 4G utilizzate nel nostro Paese, con quest’ultima fino a LTE Cat.16 con velocità massima di download pari a 1Gbps (ove supportata dall’operatore telefonico).

La batteria da 3700mAh arriva con supporto alla ricarica rapida da 20W (5V/4A).

Lato software, OnePlus 6T monta la OxygenOS 9 con un design molto simile a quello stock di Android 9 Pie ma arricchito con diverse feature e, soprattutto, da un’ampia gamma di gesture per velocizzare le interazioni con lo smartphone.

  • Schermo: 6,41” FHD+ AMOLED, Gorilla Glass 6
  • CPU: Qualcomm Snapdragon 845
  • GPU: Adreno 630
  • RAM: 6/8/10 GB DDR4X
  • Memoria interna: 128/256 GB
  • Fotocamera frontale: 16 MP, f/2.0, con EIS
  • Fotocamera posteriore: dual-camera da 16 MP + 20 MP, f/1.7, OIS, EIS
  • Connettività: 4G LTE, Wi-Fi 802.11ac dual band, Bluetooth 5.0, GPS, USB Type-C, NFC
  • Dimensioni: 157,5 x 74,8 x 8,2 mm
  • Peso: 185 grammi
  • Batteria: 3.700 mAh con fast charging
  • OS: OxygenOS 9 basato su Android 9 Pie

Prezzo ()

OnePlus 6T è disponibile in due colorazioni, entrambe nere: Mirror Black e Midnight Black. La versione base con 6GB di RAM e 128GB di memoria interna è in vendita al prezzo di €559 mentre la versione da 8+256GB arriva a €639. OnePlus ha anche lanciato una versione speciale, in collaborazione con McLaren, con ben 10GB di RAM, disponibile al prezzo di €799.

Recensione ()

Siamo stati in compagnia del OnePlus 6T per circa due settimane, compresi i giorni decisamente stressanti del Mobile World Congress, e lo smartphone ne è uscito sicuramente bene. Il chipset è una garanzia, dal momento che lo Snapdragon 845 è stato il processore di riferimento per tutto il 2018 e solo adesso è stato rimpiazzato dal successore 855.

Un discorso a parte va fatto, invece, sulla RAM: OnePlus ha previsto diverse configurazioni di memoria da un minimo di 6GB a un massimo di 10GB sul McLaren Edition; una parte di questa scelta è sicuramente strategia di marketing, ormai le varie aziende si rincorrono a suon di numeri aggiungendo giga solo per metterli bene in mostra all’interno delle proprie schede tecniche.

Ma se facciamo un confronto con alcuni smartphone che utilizzano Android Stock (Pixel 3) o Android One (avevamo nell’altra tasca un Nokia 8.1), notiamo che, sebbene questi siano perfettamente fluidi anche con soli 4GB di RAM e con un utilizzo medio di appena 2,5GB, OnePlus 6T mostra un utilizzo medio di 4,5GB di RAM anche a telefono appena acceso e senza alcuna applicazione in esecuzione. Questo ci fa capire che spesso è più facile e economico rendere il sistema veloce aggiungendo gigabyte di RAM piuttosto che assumere dei bravi ingegneri in grado di ottimizzare il software.

Molto bello il display AMOLED, luminoso e ben visibile in tutte le condizioni di luminosità, con una buona gamma di colori e neri profondi; il notch a goccia non risulta affatto fastidioso.

Buono anche lo sblocco con il viso, sempre veloce e preciso, mentre non possiamo dire lo stesso del sensore d’impronta posizionato sotto lo schermo: in molte occasioni abbiamo dovuto posizionare più volte il dito sul display prima di riuscire a sbloccarlo.

Altro aspetto positivo è l’audio, sia in chiamata che in vivavoce, e anche durante l’ascolto di musica e conversazioni dallo speaker di sistema (mono); buono anche l’audio in cuffia Bluetooth.

Passando al reparto fotografico, non possiamo certo lamentarci: sono presenti tutte le modalità di scatto, compresi i video in time-lapse e slow-motion, e la qualità è soddisfacente in tutte le condizioni di luminosità. La fotocamera posteriore è in grado di scattare foto con zoom lossless 2x grazie all’interpolazione dei dati catturati dalle due fotocamere. Presente anche il rilevamento automatico delle scene grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, e una modalità notte che il produttore ha chiamato Nightscape.

Soddisfacente anche l’autonomia, che, nonostante la frenesia dei giorni di fiera, ci ha permesso di arrivare a fine giornata senza bisogno di tirare fuori il power bank. In ogni caso, la ricarica rapida permette di ricaricare lo smartphone in tempi ridotti.

Parlando del sistema operativo, possiamo dire di aver apprezzato questa OxygenOS, che combina un design pulito e molto simile a quello stock di Android Pie con una serie di gesture e altre funzioni utili che vanno a semplificare l’esperienza di utilizzo del terminale. Abbiamo particolarmente apprezzato le gesture per passare facilmente da un’app all’altra e la modalità lettura personalizzabile per non affaticare troppo la vista soprattutto nelle ore serali.

Per concludere, possiamo sicuramente includere OnePlus 6T fra i migliori terminali del 2018 e fra quelli ancora molto appetibili nel 2019: caratteristiche da flagship, buone prestazioni e un prezzo medio intorno ai 600 Euro. Da migliorare qualche particolare per i prossimi modelli OnePlus, soprattutto nella gestione della RAM e del lettore d’impronta, ma per il resto parliamo di uno smartphone che sicuramente consigliato.