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Xiaomi Mi 10 Pro: la nostra recensione

Xiaomi porta sul mercato il suo primo smartphone premium con CPU Snapdragon 865, supporto alle reti 5G e quad-camera da 108MP.

Prezzo

€ 1.000

In offerta su Amazon

€ 999,90

Giudizi
  • Caratteristiche9
  • Design8,5
  • Prestazioni9
  • Qualità prezzo7,7
Pro

Audio stereo, resa fotografica, display

Contro

Prezzo elevato, MIUI, assenza impermeabilità

Di , 21 Aprile 2020

Non ci sono dubbi sul fatto che negli ultimi due anni Xiaomi sia cresciuta molto nelle vendite in Italia, sebbene la visione del brand rimane quella low-cost e le vendite si concentrino essenzialmente sui modelli Redmi più economici, e se nei mesi scorsi il Mi Note 10 ha raggiunto prezzi mai visti prima per l’azienda cinese, il nuovo Mi 10 Pro raggiunge la soglia psicologica dei 1000 euro alla pari di brand ben più consolidati come Huawei, Oppo e OnePlus. Riuscirà il nuovo flagship di Xiaomi ad essere all’altezza della concorrenza e soprattutto a convincere i suoi Mi-fan a spendere cifre così elevate?

Confezione e Design ()

Le dimensioni di Mi 10 Pro sono di 162,5×74,8x9mm ed il peso di 208 grammi, non leggerissimo ma abbastanza maneggevole anche con una mano sola. La struttura del terminale è in metallo, con coperture in vetro sia sulla parte frontale, dove troviamo una protezione in Gorilla Glass 5, che sul retro. Il display SuperAMOLED da 6,67” ha risoluzione FHD+, rapporto 19,5:5, frequenza di refresh di 90Hz, certificazione HDR10+, luminosità media di 500nits e massima di 800nits. La facciata frontale è occupata quasi al 90% dal display, e presenta poi un foro per la fotocamera ed la capsula auricolare, mentre il sensore ottico d’impronta è come ormai di consueto sotto allo schermo.

Il lato posteriore è in vetro opaco per ridurre il mantenimento delle impronte digitali, e vi troviamo il modulo fotografico composto da una prima sezione, rialzata di quasi 1mm, con tre fotocamere e il sensore per l’autofocus laser, sotto cui sono presenti un secondo rialzo per la quarta fotocamera ed il flash a LED. Ai lati invece abbiamo: un microfono per la cancellazione dei rumori, la porta a infrarossi per il telecomando universale e la griglia per un altoparlante in alto; il tasto di accensione e il bilanciere del volume a destra; la porta USB-C 2.0 (quindi senza uscita video), il microfono principale, l’altoparlante e lo slot per la nano SIM in basso.

Scheda tecnica ()

Il motore di Mi 10 Pro è il chipset Qualcomm Snapdragon 865 5G, octa-core fino a 2,84GHz e con architettura a 7nm, modem X55 e grafica Adreno 650; in Italia abbiamo una versione unica: 8GB di RAM LPDDR5 e 256GB di memoria UFS 3.0, non espandibile.

La quad-camera posteriore è composta da: un sensore principale Samsung S5KHMX da 108MP, con apertura f/1.7, pixel da 0,8µm e pixel binning 4-in-1, focale equivalente da 25mm, stabilizzazione ottica e autofocus PDAF+laser; un ultra-grandangolo Sony IMX350 da 20MP con apertura f/2.2, pixel da 1µm e focale di 16mm per una visione di 117°; un teleobiettivo OmniVision OV08A10 da 8MP con apertura f/2.0, pixel da 1µm, zoom ottico 4X, ibrido 10X e digitale fino a 50X, focale di 94mm, OIS e PDAF; un teleobiettivo Samsung S5K2L7 da 12MP dedicato ai ritratti con apertura f/2.0, pixel da 1,4µm, zoom ottico 2X, focale di 50mm e PDAF dual-pixel. Il sistema può registrare video fino a 8K@30fps.

La fotocamera frontale è una Samsung S5K3T2 da 20MP con apertura f/2.2, pixel da 0,8µm, visione a 80° e fuoco fisso; abbiamo il supporto al face-unlock e la registrazione video fino a 1080p@30fps.

Le connettività comprendono WiFi 6 (ax) dual-band, Bluetooth 5.1, NFC, IrDA, localizzazione GPS dual-band, Glonass, Galileo, BDS, supporto alle reti mobili 2G, 3G, 4G con LTE Cat.20 (download fino a 2Gbps) e a diverse bande 5G sub-6 NSA comprese le due in utilizzo in Italia (n28 e n78). Tutti presenti i sensori: luminosità, prossimità, accelerometro, giroscopio, magnetometro e barometro. L’audio è stereo ma senza Dolby Atmos sebbene sia presente una tecnologia di miglioramento sonoro. Assente invece il jack da 3,5mm.

La batteria da 4500mAh supporta la ricarica rapida QC 4.0+ e PD 3.0 da 50W, la ricarica wireless Qi e PMA da 30W e la ricarica inversa – sia con cavo che wireless – da 5W. Il software è invece Android 10 con MIUI 11.

Prezzo ()

Xiaomi Mi 10 Pro è disponibile in Italia in versione single SIM nelle colorazioni Alpine White e Solstice Grey al prezzo consigliato di €999,90.

Recensione ()

E quindi è arrivato il momento in cui anche Xiaomi ha raggiunto quota 1000, la fatidica soglia che nessun Mi fan si sarebbe mai aspettato di raggiungere ma che chi conosce il funzionamento del mercato sapeva sarebbe presto arrivato. Ma la domanda non è se sia giusto o meno che Xiaomi abbia posizionato un suo flagship a 1000 euro (e la risposta è sì), ma piuttosto se le prestazioni del device sono ai livelli della concorrenza. Vediamolo nella nostra recensione.

Il design del telefono ricorda abbastanza quello del Mi Note 10, con un modulo fotografico diviso in due parti e con vetro in curvatura 3D da entrambe le parti. La qualità costruttiva è buona, ed il terminale dà la giusta sensazione di robustezza in mano. Assente una certificazione di impermeabilità: Mi 10 Pro è l’unico flagship del 2020 a non essere IP68, e questa è una mancanza che non possiamo non evidenziare a questo prezzo.

Buono il display, prodotto da Samsung, che risolve uno dei principali problemi che avevamo riscontrato sul Mi Note 10: dalle impostazioni è infatti possibile selezionare la dimensione – ridotta, media o maggiore – della parte curva del display che risulta non sensibile al tocco, per evitare quindi i tap involontari quando si impugna il telefono. Abbiamo apprezzato la luminosità e la visibilità alla luce diretta del sole, come anche lo sblocco con impronta digitale che rispetto ai modelli precedenti risulta più rapido e più preciso.

Uno dei punti di forza del Mi 10 Pro è senza dubbio l’audio: troviamo due altoparlanti stereo ai lati del device, e non l’ormai consueto utilizzo della capsula auricolare; il risultato è un suono più corposo e potente, in grado di rendere coinvolgente sia la riproduzione musicale che la visione di film. Possiamo impostare diversi livelli di spazialità in base al contenuto che stiamo ascoltando, in maniera simile a quanto solitamente accade con il Dolby Atmos, che però non è presente come tecnologia audio.

Con una piattaforma Snapdragon 865 le prestazioni non possono non essere ottime, e anche in questo caso riscontriamo un sistema fluido anche in condizioni di multitasking o durante giochi ricchi di animazioni. Come notato in altre occasioni la RAM occupata dal sistema è mediamente più alta di quanto accade con altri dispositivi, e questo è dovuto alla MIUI che ancora non riesce ad essere ottimizzata e rimane piuttosto pesante, ma gli 8GB sono comunque sufficienti a conservare diverse app in background e a mantenere fluido il sistema. Anche le temperature rimangono abbastanza sotto controllo grazie al sistema di raffreddamento a vapore.

Andando ad esaminare le fotocamere e la resa fotografica, qui abbiamo un comparto fotografico molto simile a quello di Mi Note 10, con il quale avevamo riscontrato diversi problemi. Dobbiamo dire che la maggior parte dei problemi sono stati risolti, e ad esempio non abbiamo più i tempi di elaborazione estremamente prolungati ed abbiamo trovato un generale miglioramento della qualità fotografica, anche in condizioni di bassa luminosità ed in notturna. Rimangono ancora delle distorsioni un po’ troppo accentuate quando si scatta in modalità ultra-grandangolare, ma anche qui abbiamo notato un miglioramento sebbene ci sia ancora del lavoro da fare. Andando ad utilizzare il teleobiettivo troviamo scatti di buona qualità con zoom fino a 5x, mentre non ci sentiamo di promuovere né lo zoom ibrido 10x né tanto meno livelli di ingrandimento superiore, in cui le immagini escono impastate e con un effetto acquerello troppo elevato.

Sicuramente promossa invece l’autonomia, con una batteria che non ha alcuna difficoltà a portarci a sera e spesso anche a parte di una seconda giornata. Il terminale supporta le tecnologia di ricarica rapida Quick Charge 4.0+ e Power Delivery 3.0 con PPS, con possibilità di ricaricarsi con una potenza massima di 50 Watt; curiosa la scelta di inserire in confezione un caricabatteria da 65W che non potrà essere sfruttato al massimo, ma sempre meglio che averne uno di potenza inferiore. Presente la ricarica wireless, che può arrivare fino a 30 Watt, e per la prima volta la ricarica wireless inversa sebbene essa sia limitata a 5 Watt.
Purtroppo non abbiamo potuto testare l’effettiva velocità di ricarica dal momento che, come spesso accade, Xiaomi ci ha inviato un terminale privo di scatola e di accessori, ma utilizzando un caricabatteria Anker PD 3.0 da 60W abbiamo ricaricato il telefono in circa 40 minuti.

Andando a parlare di software, la MIUI rimane il tallone d’Achille di Xiaomi: l’interfaccia è migliorata con la versione 11, ma rimane spesso inconsistente. Se da un lato migliora dal punto di vista grafico, ed abbiamo una modalità scura più uniforme e gradevole, continuiamo a notare come alcune funzionalità non appaiano su tutti i modelli anche se la versione di MIUI è la stessa. Ad esempio, se su altri modelli come quelli della serie Mi 9 è finalmente arrivata la modalità a cassetto che introduce il classico app drawer di Android, il Mi 10 Pro non la ha e quindi dobbiamo continuare ad utilizzare l’interfaccia con tutte le app sulle homepage decisamente più cinese e meno occidentale. Arriva però Google Discovery nella homepage a sinistra in sostituzione della pagina con i widget presente in altri modelli, mentre ancora non è possibile disattivare le app preinstallate e indesiderate.

Da riconoscere invece l’assenza della pubblicità dalle app di sistema che tanto ci aveva infastidito sul Mi Note 10: e per fortuna, dato che se non era ammissibile averla su un dispositivo da 600 euro, sarebbe stato ancora meno accettabile ritrovarsela su un prodotto da 1000 euro!

In conclusione possiamo dire che Xiaomi ha sicuramente compiuto dei passi in avanti e ci ha portato il suo smartphone migliore di sempre, risolvendo la maggior parte dei problemi che avevamo trovato sul Mi Note 10. Certo per il prezzo a cui ce lo propone Xiaomi non possiamo non evidenziare alcune mancanze, come ad esempio l’assenza della certificazione IP e dell’uscita video via USB, e ci chiediamo come mai l’azienda abbia deciso di non portare nel nostro paese la versione dual SIM.