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Homefront

La Corea invade gli Stati Uniti. THQ getta nel "Kaos" (Studios) gli USA.

Voto WebNews
7,5
Data di uscita

18 Marzo 2011

Giudizi
  • Giocabilità7,5
  • Grafica7,0
  • Sonoro7,0
  • Multiplayer8,0
  • Longevità8,0
Pro

Discreto il multiplayer. Gameplay semplice ed efficace. Atmosfera evocativa.

Contro

Single player troppo corto. Grafica nella norma. Trama e personaggi fiacchi.

Di ,

Trama

Siamo nel 2027, a causa di una profonda crisi energetica mondiale, l’influenza delle grandi super-potenze è stata ridistribuita tutta a sfavore degli Stati Uniti. Le due Coree si uniscono, annettono diversi paesi al loro dominio e cominciano l’invasione del suolo statunitense assoggettando la popolazione alla loro forza e conquistando velocemente gli USA. Gli americani ormai sono schiavi del regime coreano, ma non si danno per vinti: una resistenza è sempre più attiva e chiunque volesse farne parte è ben accetto.

Questo è lo sfondo inventato per Homefront da John Milius, acclamato sceneggiatore noto soprattutto per la stesura di Apocalypse Now e Red Dawn. Nel gioco impersonerete il pilota di elicotteri Robert Jacobs, un cittadino americano appena reclutato dalla resistenza. Homefront, la nuova creatura dei Kaos Studios (Frontlines: Fuel of Wars), si rivela un FPS classico con un multiplayer nettamente migliore al single player. In quest’ultima modalità il vostro compito sarà quello di portare una serie di duri colpi all’invasore coreano. Il tutto però si traduce in una serie di eventi fortemente scriptati e una libertà limitatissima, addirittura peggiore di quella delle campagne viste nella serie Call of Duty.

Dall’altra parte, proprio grazie a questa impostazione “a binari” il giocatore non avrà un momento in cui doversi annoiare troppo per la grande quantità di scene spettacolari nelle quali sarà coinvolto in prima persona. Purtroppo l’azione non sarà mai il massimo, a causa di una “stupidità artificiale” dei nostri nemici fin troppo evidente. Homefront è dotato di un single player che vi porterà tra qualche sorpresa e numerosi sbadigli in nemmeno (se siete dei giocatori di FPS) quattro o cinque ore ai titoli di coda. Un gran peccato, considerando l’ottima ambientazione e la buona seppur non sfruttata trama.

Per il multiplayer fortunatamente è stata riposta maggior attenzione e online si potranno avere le soddisfazioni maggiori per aver acquistato Homefront. Le modalità proposte sono due: il più classico Deathmatch a Squadre e Ground Control. Nel Deathmatch a Squadre si fronteggiano due team composti da un massimo di sedici giocatori, l’uno opposto all’altro e il primo che raggiunge la quantità di uccisioni prefissate vince. In Ground Control, anch’esso a squadre, dovrete prendere possesso di alcuni punti sensibili della mappa e mantenerli sotto il vostro dominio fino al termine del turno.

Per tutte le modalità multiplayer è stata introdotta un’ottima economia di battaglia, secondo la quale per ottenere determinati vantaggi militari come droni d’aria e robot di terra, munizioni, attacchi aerei, lanciamissili e altro, dovrete spendere dei Battle Points. Questi saranno guadagnabili direttamente sul campo di guerra uccidendo nemici in determinati modi, eseguendo specifiche azioni e aiutando i propri compagni.

Ovviamente non mancano le personalizzazioni delle armi, la possibilità di scegliere tra sei tipi di classi ognuna con il suo set di armi, accessori e abilità sbloccabili man mano che si acquistano gradi e che funzionano alla stregua dei classici Perk di Call of Duty. Le mappe per il gioco online sono sufficientemente varie e, tra le otto selezionabili, ve ne saranno alcune in cui potrete utilizzare anche mezzi corazzati per dare man forte alla vostra squadra.

Dal punto di vista tecnico Homefront non regala nulla di eccezionale, pur non sfigurando con le produzioni odierne. Il motore che fa girare tutto è l’Unreal Engine 3.0, pesantemente modificato per il titolo THQ. Ciò che risulta più gradevole agli occhi è il sistema d’illuminazione, che anche se non eccelso si difende bene. Buoni gli effetti speciali: esplosioni, cortine fumogene e sparatorie sono ben realizzate, tant’è che spesso vi sentirete nel mezzo della battaglia anche solo guardando i ribelli e i coreani spararsi l’un l’altro.

Ciò che maggiormente scontenta sono le slavatissime texture che ogni tanto s’incontrano e i movimenti a tratti sin troppo legnosi dei personaggi. Ottimo il comparto audio, che saprà sottolineare a dovere l’azione di gioco con campionamenti ricchi e sempre adeguati, e finalmente un doppiaggio in italiano discreto. Homefront, pur essendo un buon gioco, va a collocarsi tra i titoli mancati che avrebbero potuto dire molto di più e che invece, a causa di errori grossolani, si lasciano giocare con l’amaro in bocca.