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Intel conferma l’indagine dell’antitrust

A circa un mese dalle prime indiscrezioni, Intel ha confermato di essere oggetto di indagine da parte dell'antitrust. Il procuratore di New York ha richiesto informazioni e documenti per provare l'esistenza di politiche monopolistiche adottate da Intel

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Intel, società leader mondiale nella produzione di processori, ha da poco confermato la citazione in giudizio ricevuta nel mese di gennaio dai magistrati di New York nell’ambito di una indagine sull’infrazione delle leggi antitrust. Il procedimento avviato dalle autorità dello Stato americano permetterà agli inquirenti di verificare la posizione di Intel. La società della Silicon Valley è infatti accusata di aver seguito precise politiche per escludere la concorrenza e creare un vero e proprio regime di monopolio.

Il procuratore generale dello Stato di New York ha richiesto a Intel dettagliate informazioni, e una copiosa documentazione, per dimostrare l’attendibilità delle accuse rivolte alla società. Il produttore di microprocessori ha confermato la propria disponibilità per una piena collaborazione con gli inquirenti, dichiarandosi fiduciosa in una soluzione rapida e accettabile del problema. Le prime indiscrezioni su un possibile interessamento dell’antitrust nei confronti di Intel erano circolate nelle prime settimane di gennaio, quando il procuratore generale Cuomo aveva avviato le prime indagini analizzando la progressiva esclusione dal mercato di AMD. All’epoca, Intel aveva bollato come strumentale e guidata da interessi di terzi l’indagine avviata dall’antitrust di New York.

Le indagini attivate per verificare una possibile condotta sleale di Intel sembrano destare forti preoccupazioni anche tra alcuni investitori della società. È di qualche giorno fa la notizia di una nuova azione legale contro il consiglio di amministrazione di Intel intentata addirittura da un azionista. L’iniziativa potrebbe presto coinvolgere altri piccoli azionisti del gruppo, ma difficilmente potrà portare a qualche risultato concreto. Secondo numerosi analisti, infatti, Intel ha probabilmente violato alcune leggi antitrust, ma per dimostrare in maniera inconfutabile questo assunto sarebbero necessarie spese legali esorbitanti dell’ordine di decine di milioni di dollari. Un rischio dagli esiti eccessivamente incerti per essere preso realmente in considerazione.

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