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Scontro tra Telecom e Forza Italia sullo scorporo della rete

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Solo pochi giorni fa l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, aveva dichiarato: “Lo scorporo della rete d’accesso Telecom non è più in programma“.

A distanza di qualche giorno “Pierluigi Borghini”, coordinatore nazionale del dipartimento Attività produttive di Forza Italia, parlando nel corso del convegno “Un paese moderno, reti di telecomunicazioni di nuova generazione”, propone interventi drastici per recuperare i ritardi accumulati. Ovvio il riferimento allo scorporo della rete.


Nella nuova società che si verrebbe a formare Telecom avrebbe comunque la maggioranza del 60%. Per la restante percentuale Borghini ha comunicato che sono disponibili a collaborare grandi aziende come Siemens, Ericsson, Zte e Alcatel disposte a partecipare nella misura di 1 miliardo di Euro ciascuna.

La proposta proprio non è vista di buon occhio all’A.D. di Telecom:

“Qualsiasi intervento di tipo dirigistico sarebbe illegittimo e inappropriato in quanto andrebbe a ledere i diritti di un soggetto privato proprietario, fino a prova contraria, delle proprie infrastrutture di rete.”

E ancora:

“Se qualcuno ora vuole costituire una società delle reti è liberissimo di farlo, lo è lo Stato e lo sono i competitor. Il tema è all’interno della normale dinamica industriale nostra o degli altri operatori.”

Ricordiamo che circa due anni e mezzo fa il provvedimento dell’allora ministro “Gentiloni” prevedeva, in caso di concorrenza insufficiente nel settore telecomunicazioni, lo scorporo della rete Telecom. Bernabè sottolinea che durante questo periodo è stata rifondata l’organizzazione per portare maggiore concorrenza nel mercato con la creazione di un Open Access, operativo dal primo gennaio, pertanto non è più necessario parlare di scorporo.

Ma un anno fa Assoprovider denunciava: “Nessun cambiamento dopo Open Access, la separazione della rete è necessaria”.

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