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L’AGCOM ha rifatto i conti per l’unbundling

L'AGCOM ha comunicato la chiusura della revisione dei prezzi di unbundling secondo i dettami imposti dalla Commissione Europea

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L’AGCOM ha comunicato la chiusura della revisione dei prezzi di unbundling, bitstream e wholesale line rental che la Commissione Europea ha espressamente richiesto lo scorso 21 ottobre. Nella fattispecie dall’UE giungeva un plauso per la metodologia adottata, ma al tempo stesso si contestavano i parametri numerici inseriti nel calcolo e, per logica conseguenza, si bocciava il risultato finale.

Rispetto allo schema precedentemente respinto da Bruxelles, spiega l’AGCOM, «è stata confermata l’impostazione generale del modello e si è provveduto ad effettuare un riesame delle modalità di determinazione di alcune componenti dei costi operativi (costi di manutenzione correttiva e costi commerciali). I cambiamenti sono stati sempre e comunque al ribasso, il che non può che configurare una buona notizia tanto per gli utenti (su cui i rincari vengono nel medio periodo inevitabilmente scaricati) quanto per la concorrenza dell’incumbent (che potrà accedere alla rete a costi minori rispetto a quanto precedentemente stabilito dall’Autorità Garante).

Nello specifico, il canone di unbundling viene confermato nel 2010 al valore di 8,70 euro/mese, mentre sale nel prossimo biennio a 9,02 e 9,28 (contro i 9,14 e 9,48 precedentemente pattuiti). L’aumento è pertanto più che dimezzato, ma non solo: « gli aumenti relativi agli anni 2011 e 2012 sono tuttavia soggetti ad una puntuale verifica dell’AGCOM del miglioramento dei seguenti indicatori di qualità della rete:

  • percentuale dei rifiuti motivati da problematiche inerenti la rete di accesso
  • stato di avanzamento dei programmi di rinnovamento della rete in rame (manutenzione preventiva) e, solo per il 2012, grado di saturazione delle centrali
  • numero di guasti segnalati per i servizi fonia e dati, per i quali si sia reso necessario l’intervento di un tecnico

A Telecom Italia è pertanto richiesta maggior attenzione alla qualità del servizio dell’infrastruttura: le cifre stabilite dal Garante andranno a riflettere lo stato di manutenzione dell’infrastruttura e pertanto la qualità del servizio offerta.

Calabrò chiude il comunicato ufficiale sottolineando l’impegno del Garante nel seguire le osservazioni dell’UE, ma non va dimenticato come soltanto l’intervento dell’UE abbia consentito di rivedere un tariffario che l’AGCOM aveva altrimenti formulato a favore dell’incumbent: «Come avevo anticipato nelle sedi istituzionali, abbiamo tenuto nel massimo conto le osservazioni della Commissione europea. Grazie all’adozione del nuovo modello, l’Italia si allinea alle best practices vigenti nella gran parte dei Paesi europei e, prima in Europa, introduce un rigoroso meccanismo di verifica della qualità della rete come condizione per riconoscere l’aumento dei canoni di unbundling per gli anni 2011 e 2012».

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