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La vendetta degli Anonymous

Gli Anonymous tornano a colpire. Questa volta l'obiettivo è HBGary, il cui sito è stato attaccato, con oltre 50.000 email rubate e distribuite in rete.

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Il ciclone WikiLeaks sembra essersi calmato, ma gli Anonymous tornano a far parlare di sé. Ancora una volta il loro nome è legato ad attacchi informatici contro gruppi ed associazioni che si occupano di debellare l’organizzazione che ha supportato Julian Assange negli ultimi mesi. In questa occasione però ai DDos contro i server è stato sostituito un vero e proprio attacco al cuore della HBGary Federal, società operante nel mondo della sicurezza.

La homepage del sito ufficiale della HBGary è stata infatti rimpiazzata da un messaggio nel quale si punta il dito contro il gruppo ed in particolare contro il relativo CEO Aaron Barr. Le motivazioni di tale gesto sarebbero da rintracciare nella volontà di Barr di vendere all’FBI alcune informazioni sugli Anonymous, ottenute grazie ad account falsi su forum e social network. Scoperte le intenzioni di Barr, il gruppo avrebbe così deciso di usare le maniere forti per scoraggiare il CEO di HBGary dal cedere tali informazioni all’FBI.

In particolare, gli autori del gesto sarebbero 5 e avrebbero operato nella giornata di ieri, durante il fischio d’inizio del Super Bowl. Con un tono di sfida gli Anonymous sottolineano come l’attacco rappresenti un grosso smacco per la società, una lezione che HBGary non dimenticherà facilmente: con gli Anonymous non si scherza. Il gruppo di esperti informatici che opera in nome della libertà ha inoltre evidenziato come una società di sicurezza quale HBGary non sia stata in grado di proteggere sé stessa, cadendo di fronte ai colpi incessanti provenienti dai computer degli Anonymous.

Come se non fosse abbastanza, gli autori degli attacchi hanno poi scaricato oltre 50.000 email personali, rendendole disponibili tramite la rete BitTorrent insieme ad alcune informazioni economiche di assoluta importanza relative alla società di sicurezza. Anche l’account Twitter di Barr è stato compromesso, con messaggi offensivi rivolti nei confronti dei nemici degli Anonymous. A chiudere il quadro, poi, la minaccia di cancellare tutti i backup dei dati dell’azienda dai relativi server. Una vendetta in tutto e per tutto, insomma.

Fonte: Sophos • Immagine: Vincent Diamante • Notizie su: