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Dodici nuovi formati per Google Docs

Google Docs si rinnova introducendo il supporto a 12 nuovi formati di file, abbracciando ulteriori estensioni Microsoft, Apple e Adobe.

Google Docs continua ad evolversi, proponendo costantemente novità in grado di offrire agli utenti maggiore libertà e possibilità di azione. L’ultimo aggiornamento operato dagli sviluppatori nei laboratori di Mountain View riguarda i formati dei file, aspetto fondamentale nell’economia di uno strumento quale Google Docs, che ora permette di leggere e modificare dodici nuovi formati.

Molti dei nuovi formati contemplati provengono direttamente dalle suite per l’ufficio realizzate da altri gruppi, quali ad esempio Office di Microsoft o iWork di Apple. L’elenco dei formati supportati da Google Docs si arricchisce dunque grazie alla possibilità di gestire documenti con estensione XLS e XSLX (Microsoft Excel), PPTX (Microsoft Power Point 2007) e PAGES (Apple Pages). L’obiettivo di Google diventa così ogni giorno più chiaro e palese: Google Docs punta a diventare il centro gravitazionale di ogni utente nel settore dell’ufficio, offrendo compatibilità con ogni possibile altra applicazione del settore (non sempre garantita da alcune suite) e strumenti in grado di non far rimpiangere i tradizionali software desktop.

Importanti novità anche per quanto riguarda il mondo della grafica, grazie al supporto alle estensioni AI (Adobe Illustrator), PSD (Adobe Photoshop), DXF (Autodesk AutoCad) e SVG. Chiudono l’elenco i formati PostScript (EPS e PS, utile per l’organizzazione delle pagine dei documenti) , TrueType (TTF, uno degli standard più utilizzati nella gestione dei caratteri) e XML Paper Specification (XPS, per la creazione di documenti in grado di non dipendere dal dispositivo o dalla risoluzione dello schermo).

Questi dodici nuovi formati vanno inoltre ad integrarsi con GMail, dal quale è possibile avere un’anteprima immediata dei documenti ricevuti proprio attraverso Google Docs. La gestione di tali file tramite lo strumento Google risulta avere l’importante vantaggio di garantire maggiore sicurezza grazie all’apertura degli stessi tramite i server remoti di Mountain View e non direttamente sul computer dell’utente. La sfida ai colossi dell’ufficio continua giorno dopo giorno, con il paradigma delle web-app pronto ad insidiare la tradizionale concezione del software desktop.

Questo l’elenco complessivo dei nuovi formati contemplati:

  • Microsoft Excel (.XLS and .XLSX)
  • Microsoft PowerPoint 2007 / 2010 (.PPTX)
  • Apple Pages (.PAGES)
  • Adobe Illustrator (.AI)
  • Adobe Photoshop (.PSD)
  • Autodesk AutoCad (.DXF)
  • Scalable Vector Graphics (.SVG)
  • PostScript (.EPS, .PS)
  • TrueType (.TTF)
  • XML Paper Specification (.XPS)

Se vuoi aggiornamenti su Dodici nuovi formati per Google Docs inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Fonte: Docs Blog
Via PMI.it
Immagine: gdocs

  • Paolo

    Sono anni che Microsoft Office garantisce la retrocompatibilità con centinaia di formati…
    Che grande novità, Google Docs!

    • Ospite

      -.-”" ok paolo mi sembra che non hai ben capito cos’è google docs allora…

      • Paolo

        e tu non hai ben capito che con MS Office Web Apps, Google Docs è perfettamente inutile…

  • Paolo

    si, è la versione brutta di Microsoft Office Web Apps.

    • Ospite

      sisi giusto… visto che google docs è nato qualche anno prima e tutt’ora è qualche anno più avanti….

      • Paolo

        Perchè non fai un esempio comparato delle funzioni di Google Docs rispetto a MS Office Web Apps ?

  • http://twitter.com/Elgiulematt Matteo Micozzi

    molto bene.
    I documenti creati da word con immagini e formati particolari vengono ancora “trasformati” e riformattati in parte quando li esporti su googledocs,quindi in quei casi non è ancora perfetto.
    Però con documenti “normali” ti dà la possibilità di lavorare ovunque con una connessione.
    Brava Google,ma fai ancora meglio di così che ne abbiamo tutti bisogno.

    • Paolo

      Si, infatti potrebbe fare meglio a non tracciare gli utenti senza il loro consenso, a non tracciare ogni nostra conversazione in Gmail, a non tracciare ogni video che vediamo su Youtube, a non tracciare il wi-fi su google street view, insomma a non essere evil, come loro stessi avevano dichiarato. Ti ricordi don’t be evil ?
      Cosa è rimasto della rivoluzione internettiana portata da Google ?
      Solo una montagna di dollari….nelle loro tasche. Inizino a pagare i provider TLC per il traffico inusitato che generano tanto per iniziare… i diritti d’autore ai rispettivi proprietari… etc…
      Non abbiamo bisogno di fare meglio di così, grazie.