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Fibra ottica, gli operatori investono solo al Nord

Gli operatori telefonici concentreranno gli investimenti sopratutto nel Nord Italia. Al Sud dovrà pensarci il Ministero dello Sviluppo Economico.

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Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha avviato il Piano Strategico Banda Ultralarga per adempiere agli obblighi fissati dall’Agenda Digitale Europea, ovvero la realizzazione di infrastrutture di rete per portare una connessione di almeno 30 Mbps al 100% dei cittadini italiani entro il 2020. Il Dipartimento per le Comunicazioni del MISE ha elaborato le informazioni ottenute dagli operatori telefonici, creando una mappatura della copertura del territorio nazionale con reti NGA (Next Generation Access) da realizzare nel triennio 2013-2015.

Dai dati raccolti, entro il 2015 solo il 28% degli utenti sarà raggiunto dalla fibra ottica, grazie agli investimenti degli operatori privati. I cittadini più fortunati saranno i residenti nelle regioni del Nord, alle quali si aggiunge il Lazio. Per i comuni delle altre regioni sarà necessario un intervento pubblico. Inizialmente, il Piano Strategico Banda Ultralarga prevede un investimento di circa 550 milioni in Campania, Basilicata, Molise, Sicilia e Calabria.

Secondo i piani degli operatori, i comuni che verranno coperti da reti in fibra ottica sono 378, ovvero i più popolosi e i più redditizi, classificati come “comuni grigi o neri”. I restanti comuni (7.714) sono definiti “bianchi”, in quanto nessun operatore intende investire. Entro il 2015, le telco porteranno la banda ultralarga a circa 17 milioni di cittadini (8,6 milioni di unità immobiliari).

Il primo intervento attuativo del Piano Strategico Banda Ultralarga del MISE interesserà le cinque regioni meridionali e permetterà di portare Internet super veloce a circa 4 milioni di cittadini in 179 comuni del Sud Italia. Oltre alle abitazioni private, saranno collegate anche aziende, università, tribunali, strutture sanitarie e uffici della pubblica amministrazione.