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Nintendo Switch con un sistema operativo Cyanogen?

Secondo Kirt McMaster di Cyanogen, la nuova console ibrida di casa Nintendo avrebbe potuto equipaggiare una piattaforma software sviluppata dal suo team.

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Chi ha seguito lo sviluppo dei rumor e delle indiscrezioni che hanno interessato Nintendo Switch nel corso degli ultimi anni, fin dai tempi in cui per identificarla si usava il nome in codice NX, forse ricorderà che ad un certo punto si parlò anche della possibilità di vedere la console equipaggiata con il sistema operativo Android. Un’ipotesi poi smentita dai fatti, poiché la piattaforma, disponibile sul mercato ormai da qualche settimana, integra un software proprietario.

Le voci di corridoio non erano però del tutto infondate e non solo per la sua natura ibrida. A parlarne è Kirt McMaster, presidente esecutivo del team Cyanogen, noto soprattutto per il lavoro svolto sulla ROM CyanogenMod, basata proprio sulla tecnologia mobile di Google. In un post condiviso su Twitter in risposta a Romain Guy (fotografo e membro del team di Android), ha dichiarato che Nintendo ha effettivamente chiesto alla sua azienda di realizzare il sistema operativo per un non meglio precisato dispositivo portatile. L’accordo non è poi mai arrivato a concretizzarsi e il tutto si è risolto in un nulla di fatto, per via dell’obbligo di creare una piattaforma chiusa.

All’inizio dell’avventura di Cyanogen, Nintendo ci ha chiesto di creare un sistema operativo dedicato a un dispositivo portatile. Gli ho risposto di scordarselo.

Stando a quanto afferma McMaster, il software realizzato per Switch conterrebbe al suo interno alcune frazioni di codice ereditate da Android, nonostante sia costruito sulla base di un custom kernel. Una scelta dettata anche dall’esigenza di garantire un’adeguata protezione al fenomeno della pirateria.

Nei mesi scorsi Cyanogen Inc. ha interrotto qualsiasi tipo di supporto a CyanogenMod, al termine di un periodo piuttosto burrascoso. Il sorgente del sistema operativo non è però andato perduto ed è stato impiegato per dar vita al progetto Lineage OS, dalla natura open e rivolto alla sempre attiva community di sviluppatori che popola l’ecosistema Android.