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Travis Kalanick non è più il CEO di Uber

L'amministratore delegato di Uber rassegna le dimissioni, su pressioni esercitate dai principali investitori del gruppo: Kalanick rimarrà comunque nel CdA.

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Travis Kalanick non è più il CEO di Uber. A riportarlo è la redazione del New York Times, che per prima ha appreso la notizia da fonti rimaste anonime. La decisione è stata presa in conseguenza a quella che viene definita una vera e propria rivolta da parte di alcuni dei principali azionisti del gruppo: Benchmark, First Round Capital, Lowercase Capital, Menlo Ventures e Fidelity Investments.

Insieme hanno inviato una lettera all’ormai ex numero uno dell’azienda (al momento valutata circa 70 miliardi di dollari in termini di capitalizzazione) mentre si trovava in viaggio a Chicago. Il titolo del messaggio, “Moving Uber Forward”, è di per sé piuttosto esplicativo. Gli investitori hanno chiesto un immediato cambio nella leadership. Dopo una lunga consultazione con i suoi più stretti collaboratori, Kalanick ha scelto di accogliere la richiesta e lasciare l’incarico di CEO rassegnando le proprie dimissioni, pur restando un membro del consiglio di amministrazione, almeno per il momento. Queste le sue parole.

Amo Uber più di qualsiasi altra cosa al mondo e, in questo momento difficile per la mia vita personale, ho accettato le richieste degli investitori facendo un passo indietro, così che l’azienda possa continuare a crescere anziché essere rallentata da altre questioni.

Non è dato a sapere chi assumerà il ruolo di amministratore delegato al suo posto. I vertici societari hanno ricordato l’importanza del lavoro fin qui svolto dall’ormai ex amministratore delegato con una breve dichiarazione in cui si sottolinea come Kalanick abbia sempre messo Uber al primo posto e che la sua decisione permetterà di scrivere un nuovo capitolo nella storia del gruppo.

Gli ultimi mesi non sono stati semplici per il colosso del ride sharing: prima le accusa di una ex dipendente relative a presunte molestie sessuali perpetrate sul luogo di lavoro, poi la causa legale con Waymo relativa alla sottrazione di proprietà intellettuali dedicate alla tecnologia di guida autonoma, senza dimenticare la battaglia con il mondo taxi che riguarda da vicino anche il nostro paese. Inoltre, Kalanick è stato colpito nelle scorse settimane anche da una tragedia personale, con la scomparsa della madre avvenuta in seguito a un incidente in mare.

Fonte: The New York Times • Via: TechCrunch • Immagine: Joe Seer / Shutterstock, Inc. • Notizie su: ,