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Bollette a 28 giorni, il Tar blocca i rimborsi

Il Tar del Lazio sospende i rimborsi che AGCOM aveva previsto che gli operatori avrebbero dovuto pagare per il ritorno alle tariffe su base mensile.

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Il Tar del Lazio ha sospeso sino al prossimo ottobre i rimborsi che AGCOM aveva previsto in merito al sistema di fatturazione ogni 28 giorni. L’Autorità aveva previsto nella sua delibera che gli operatori si sarebbero dovuti impegnare a stornare nella prima bolletta con cadenza mensile tutto quanto i loro clienti avevano pagato in più a partire dallo scorso 23 giugno, cioè da quando non avrebbero più potuto applicare il sistema di fatturazione ogni 28 giorni.

Il Tar del Lazio, a cui gli operatori avevano fatto appello, ha deciso di sospendere i rimborsi sino all’udienza che si svolgerà il prossimo ottobre. Contestualmente, però, ha rigettato il ricorso degli operatori e di Asstel che chiedevano di bloccare il ritorno al sistema di fatturazione su base mensile sulle offerte di rete fissa. In realtà, questa decisione serve a poco in quanto nel frattempo il ritorno al sistema di fatturazione su base mensile è stato stabilito per legge. Tuttavia il Tar ha confermato anche le pensanti sanzioni che AGCOM aveva attribuito agli operatori che non si erano adeguati al sistema di fatturazione mensile continuando ad attuare quello ogni 28 giorni.

Visto l’obbligo per legge di attuare un sistema di fatturazione su base mensile, la vera partita si sposta sui rimborsi che AGCOM pretende ma che gli operatori, ovviamente, non sembrano intenzionati a concedere. I rimborsi, infatti, peserebbero sulle casse degli operatori in maniera ben più pesante delle sanzioni imposte da AGCOM. E sarebbe proprio per questo che il Tar ha deciso di sospendere momentaneamente la delibera dell’Autorità sui rimborsi. Il Tar, infatti, ha evidenziato che queste somme da corrispondere potrebbero incidere sugli equilibri finanziario-contabili delle aziende.

Si dovrà, quindi, attendere ottobre per capire se i clienti potranno essere rimborsati oppure no. In ogni caso, se anche il Tar dovesse confermare i rimborsi, gli operatori potrebbero ricorrere al consiglio di Stato. La delicata partita dei rimborsi sarà, dunque, ancora molto lunga.