Google, Wi-Fi quasi a gratis

Nel momento in cui Google regalerà il Wi-Fi agli utenti di San Francisco si aprirà una nuova frontiera. Google potrà sapere tutto sugli utenti ed in cambio offrirà preziosi servizi: la privacy in cambio del gratis.
Google, Wi-Fi quasi a gratis
Nel momento in cui Google regalerà il Wi-Fi agli utenti di San Francisco si aprirà una nuova frontiera. Google potrà sapere tutto sugli utenti ed in cambio offrirà preziosi servizi: la privacy in cambio del gratis.

Google regalerà la connettività Wi-Fi agli abitanti di San Francisco. Basterà accendere il proprio pc/palmare/notebook, scegliere la rete Google tra quelle a disposizione ed istantaneamente si potrà navigare senza costo alcuno sul web. Se non fosse che non ce n’è nemmeno il tempo, ci sarebbe davvero da stupirsi. Basta girare lo sguardo al passato (pochissimi anni fa) per vedere quale è stata la rivoluzione. Dai contenuti a pagamento ai contenuti liberi, dai servizi a pagamento ai servizi sovvenzionati con inserzioni pubblicitarie. Oggi dalle connessioni a pagamento alle connessioni gratuite. La domanda è: perché? L’approccio di per sé è sbagliato, perché la risposta è da sempre fornita da Google stesso: per lucro. Google non vuole essere “evil” ma in quanto azienda ha da sempre dichiarato che non fa nulla per nulla, e dunque se Google regala la connettività ha un buon motivo per farlo: “don’t be evil” non significa fare carità all’utenza.

Opportunità
Per capire come Google possa sfruttare questo nuovo mercato libero è necessario analizzarne le caratteristiche. Nel momento stesso in cui l’utente accede alla rete Google, automaticamente mette a disposizione del motore il proprio profilo, le proprie necessità del momento e (ed è qui la novità più golosa) la propria posizione nello spazio. Google, insomma, sa dov’è l’utente, cosa vuole fare e cosa fa di solito. Chissà che, se le voci fossero confermate, il progetto GCalendar.com non possa rientrare anche in questo contesto.

Connettività gratis significa aumento degli utenti che navigano, aumento del tempo di navigazione pro-capite e aumento dell’abitudine a vedere nella piattaforma digitale la piattaforma di sviluppo della propria vita e della sua pianificazione. La logica porta a pensare immediatamente che tutto ciò porta, per conseguenza diretta, maggiori introiti per Google e nel contempo una maggiore appetibilità dei circuiti Google agli occhi di chi intende sfruttarne la base per promuovere la propria attività. Un primo aumento degli introiti (a parziale bilanciamento dei costi della connessione “regalata” all’utenza) è dunque direttamente garantito.

Nel momento in cui l’utente accede al web e si identifica, Google è in grado di mantenere uno storico della navigazione dell’utente stesso rendendo così possibile un efficace delineamento del suo profilo. Il motore potrà in seguito lucrare sul proprio data-warehouse migliorando la qualità delle inserzioni sul proprio circuito AdSense, affinando il proprio indice ed aumentando il successo delle singole promozioni. I dati raccolti ed il miglioramento della propria attività promozionale costituiscono la seconda voce in grado di bilanciare i costi della connessione “regalata” all’utenza.

Il terzo aspetto è quello della geo-localizzazione dell’utente. Analizzando semplicemente l’identificativo dell’antennina dalla quale il segnale Wi-Fi raggiunge l’utente in navigazione, Google potrà sapere con buona approssimazione da dove l’utente stesso sta digitando. Questo nuovo aspetto è in grado di aprire un vero e proprio nuovo mercato a Google in quanto, sfruttando quanto già in progetto per Google Earth, il motore potrebbe dare il via ad una piattaforma di pubblicità geo-localizzata e ad una restituzione personalizzata dei risultati della ricerca. Un esempio semplice: l’utente Tizio è in una via XYZ di San Francisco (area in cui il progetto pilota sta prendendo corpo) e cerca sul proprio palmare i ristoranti di San Francisco. Google restituirà i risultati in base all’opportunità della domanda, tentando di offrire la risposta più utile possibile. In questo caso, dunque, il pagerank potrà essere più o meno influente (o variato) e l’ordine delle risposte potrà essere dipendente dalla distanza del ristorante dal luogo in cui è stata fisicamente compiuta la ricerca. Il pprimo ristorante restituito dal motore, dunque, potrebbe essere a soli 300 metri di distanza ed una cartina su Google Earth potrebbe facilitarne ulteriormente il ritrovamento. Certo è che un ristorante a 600 metri di distanza potrà attirare clientela tramite una inserzione a pagamento, ed ecco quindi aumentare l’appetibilità del circuito AdSense per qualsiasi attività che voglia comparire al momento giuto nel momento giusto. Se già da tempo si dice che “non esserci è come sparire”, tale mantra potrà dunque assumere ulteriore significato in un futuro più o meno prossimo.

Fantascienza? No, assolutamente no. Google ha già tutto quanto serve per mettere a punto un progetto di tale profilo. Rimane semmai da capire quali siano i limiti di una architettura simile e la sostenibilità del tutto tramite il semplice supporto promozionale. Se il motore di ricerca ha inaugurato un progetto pilota concentrato in una sola città probabilmente è al lavoro proprio per valutare sul campo le opportunità del caso (pensando anche al VoIP ed a tutte le altre evoluzioni che il progetto potrebbe in seguito assumere)

Rischi
Anatemi contro Google proverranno dai detrattori della privacy. E’ legale, opportuno e corretto che Google abbia la possibilità di sapere tutto di tutti? E’ sufficiente il fatto che per non essere tracciati sia sufficiente usare un’altra rete? Notoriamente la privacy è un bene prezioso almeno fintanto che nessuno vi offra in cambio un qualsivoglia vantaggio. L’utente dunque offrirà il proprio profilo ben volentieri se in cambio potrà avere una connessione gratuita, informazioni utili in base alla propria posizione e risposte efficaci in base alle proprie abitudini. Nessun vero anatema piomba sui progetti di chi regala. Se però esiste un server che conserva tutti i dati di un utente, quali sono i rischi legati alla sicurezza di un server tanto prezioso? Chi ha il potere di accedervi e con quali mezzi? Da sempre Google attira a sé dubbi simili perché ha costruito sull’acquisto della privacy un vero e proprio impero: traccia la navigazione così come le mail, il tutto tramite semplici algoritmi e semplici elaborazioni automatizzate. La posizione fisica sembra però essere un elemento di disturbo in più e probabilmente decisivo. Il non-plus-ultra appare a quel punto raggiunto. Con una rete gratuita sul piatto, la scelta per l’utente sarà duplice: essere sulla rete Google o non essere sulla rete Google. E la domanda, quando compare la parola “gratis”, non sembra mai costituire un impossibile dilemma.

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