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Netgear: Arlo si stacca, focus su alte prestazioni

In occasione dell'IFA 2018 Webnews ha intervistato Ivan Tonon di Netgear, per parlare degli Arlo, dei Nighthawk e di Orbi.

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Netgear ha sempre fatto un ottimo lavoro nell’associarsi all’idea di connettività nella mente del consumatore: quando si pensa a Netgear, l’associazione con “Modem” e “Router” viene spontanea. Negli ultimi tempi, però, tra le linee di prodotti in casa Netgear c’erano anche gli Arlo, una serie di dispositivi per la smart home in grado di videosorvegliare la casa del futuro.

«Arlo è già stata quotata in borsa ad inizio agosto, è ancora controllata da Netgear, ma da gennaio sarà un’entità separata. Arlo si focalizzerà sul [segmento, ndr] smart home. Le aspettative per Arlo sono diverse da quelle per Netgear.. Già dal CES Arlo avrà un’entità separata a Netgear». A parlare a Webnews è Ivan Tonon, Product Marketing Manager di Netgear, spiegando la strategia dell’azienda in occasione dell’IFA 2018.

Netgear manterrà i marchi Nighthawk, orbi e Netgear for Business.

E Nighthawk è il segmento che Netgear sta chiaramente spingendo come top di gamma della tecnologia sviluppata dall’azienda, sia in termini di hardware che di software.

nighthawk

L’interesse è così elevato e così ricercato, che i modem/router Netgear del marchio Nighthawk hanno un sistema operativo proprietario nato dalla collaborazione con NetDuma, leader nel mercato dei router gaming. Da questa collaborazione sono nati i due prodotti di punta RX500 e RX700 con DumaOS, un vero e proprio sistema operativo in miniatura pensato per offrire un livello di dettaglio nella versatilità tipico degli “smanettoni”, alias utenti per il gaming.

nighthawk

DumaOS ha funzionalità estremamente granulari che permettono il controllo della distribuzione di banda tra i dispositivi, il geo-filtering dei server di collegamento in base alla distanza per le console, l’ottimizzazione del traffico per i pacchetti che viaggiano su url classificate come correlate a server di gioco, e così via.

In generale, si può dire che Netgear sente il bisogno di differenziarsi dai suoi competitor offrendo un’integrazione tra hardware e software. Questo avviene tramite l’offerta di servizi gratuiti e a pagamento che non sono soliti arrivare da un’azienda che offre normalmente solo hardware. Per esempio, i router Nighthawk possono essere configurati automaticamente con i parametri VPN di due provider molti diffusi negli Stati Uniti, PureVPN e HidemyAss (la sottoscrizione con la VPN è da pagare a parte).

L’aspetto interessante è che, tramite la personalizzazione offerta da DumaOS, è possibile dettagliare i singoli computer che sfruttano la VPN piuttosto che le singole applicazioni nei singoli sistemi. È ovvio che questo tipo di granularità è dedicato solo ad un target di utenti ben specifico, che richiede ed utilizza questo tipo di funzionalità.

orbi

Ben altro è invece il cammino nei confronti del consumatore medio, con la proposta Orbi con i nuovi sistemi mesh, tra cui il satellite/speaker Orbi Voice e il satellite Orbi Outdoor per l’esterno (con rivestimento IP67 resistente a pioggia, polvere e vento). Nel caso di Orbi Voice, per esempio, l’integrazione tra hardware e software significa usare la propria conoscenza nel mercato della connettività per sviluppare una soluzione software ottima, e poi unire le forze con harman/kardon per dotare Orbi Voice di uno speaker in linea con le aspettative del consumatore e di Amazon Alexa, seguendo il traino delle richieste del mercato statunitense.

Negli Stati Uniti moltissimi utenti utilizzano Alexa per comprare su Amazon, e questo è stato uno degli aspetti cruciali per la scelta. […] Arriviamo al lancio italiano di Orbi Voice un po’ zoppi, data l’assenza di Alexa (per ora) nel nostro paese.

E Google Assistant? Ad IFA 2018 l’assistente del colosso di Mountain View si è reso presente ovunque, ma non con Netgear.

Quando sei nello sviluppo di un prodotto, devi scegliere se farlo bene con poche funzionalità e in tempi ragionevoli, o se aspettare per farlo con il massimo numero di funzionalità disponibili. Abbiamo scelto la prima opzione, anche perché il nostro mercato principale sono gli Stati Uniti, e lì gli utenti preferiscono Alexa.