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Call of Duty, swatter di Wichita si dichiara reo

Tyler Barriss, accusato dello swatting che ha portato alla morte del giocatore di Call of Duty Andrew Thomas Finch, rischia fino a 25 anni di carcere.

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Il 30 dicembre dello scorso anno, il 28enne Andrew Thomas Finch fu ucciso per errore dalle forze dell’ordine durante un caso di swatting. Le squadre armate furono chiamate e inviate a casa di Finch dal 25enne Tyler Barriss, contro cui Finch stava giocando una partita a Call of Duty. Ora, a distanza di quasi un anno, Barriss si è dichiarato colpevole del falso allarme dato alla polizia, che ha dovuto irrompere nella casa del residente di Wichita (in Kansas).

L’Associated Press riferisce che Barriss si è dichiarato colpevole di 51 reati federali e che potrebbe affrontare tra i 20 ei 25 anni di carcere. Le accuse includono la minaccia di uccidere terzi e cospirazione per commettere frodi bancarie. La storia di Barriss è lunga e costellata di falsi allarmi ai poliziotti, finte bombe contro FBI, scuole, centri commerciali e studi televisivi. A volte, lo ha fatto persino per conto di altri, tra cui Casey Viner, di 18 anni, che ha arruolato Barriss per colpire qualcuno con cui aveva giocato a Call of Duty.

Nel caso di Wichita, gli agenti giunti sul posto circondarono la casa su tre lati e si prepararono per lo scontro a fuoco. Finch uscì dalla porta di casa e, secondo gli ordini degli ufficiali, fece un passo avanti con le mani alzate. A un certo punto, tuttavia, si toccò all’altezza della cintura e, temendo che stesse cercando un’arma da fuoco, poliziotto sparò uccidendo il giovane. Era padre di due figli.

Nella storia dei videogiochi non si tratta certo del primo caso di swatting, ma è l’unico tra i più noti a essersi concluso con la morte della vittima Una pagina nera per il mondo videoludico.

Fonte: Kotaku • Immagine: Pixabay