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App Google, tasto per condividere le ricerche

Con un aggiornamento dell'app di Google sarà possibile condividere automaticamente anche le ricerche effettuate sul popolare motore di ricerca.

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Le possibilità di condivisione sugli smartphone sono tantissime, e grazie ad un aggiornamento dell’app di Google per Android d’ora in poi sarà possibile condividere automaticamente anche le ricerche effettuate sul popolare motore di ricerca.

La nuova feature è stata introdotta dall’aggiornamento alla versione 10.7 beta dell’app Google, che aggiunge il tastino di condivisione a fianco del microfono, nella barra di ricerca di Google. In questo modo gli utenti potranno richiamare il solito menu di condivisione grazie al quale sarà possibile pubblicare la propria ricerca ai propri contatti tramite, ad esempio, email, Telegram, WhatsApp, Facebook o altre piattaforme social.

A seconda del device utilizzato, chi riceve il link condiviso si trova di fronte due possibilità. Nel caso di Android, l’utente verrà trasferito direttamente nell’app Google e gli verrà chiesta l’approvazione tramite Google Play Services. Se, invece, la condivisione viene aperta su PC si verrà inviati alla pagina dei risultati di ricerca all’interno del sito tradizionale di Google.

Prima di questa funzione, condividere le ricerche di Google non era ovviamente impossibile: è sufficiente infatti copiare l’URL delle ricerca, ma solitamente si tratta di link davvero molto lunghi e quindi non particolarmente facili da gestire su altre piattaforme.

Ovviamente, visto che Google restituisce i risultati delle ricerche anche sulla base di quelle che sono le abitudini e gli interessi dell’utente, i destinatari potrebbero non vedere lo stesso della persona che ha inviato la condivisione.

Restando in tema app Google, pochi giorni fa il colosso di Mountain View ha introdotto la possibilità di vedere i segnalibri nella parte inferiore dei video YouTube all’interno delle ricerche, ma la nuova feature è al momento solo in fase di test. Ovviamente questa feature si attiva solo qualora il video fosse munito di timestamp, ovvero delle note che danno info supplementari su cosa sta accadendo in un determinato momento del filmato.

Fonte: Engadget • Immagine: Pixabay