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AGCOM, continua la crescita della banda ultralarga

L'ultimo Osservatorio sulle Comunicazioni di AGCOM mette in evidenza la continua crescita delle linee a banda ultralarga.

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AGCOM ha pubblicato una nuova edizione del suo Osservatorio sulle Comunicazioni in cui fotografa, tra le altre cose, lo stato della connettività fissa e mobile in Italia. Il dato che emerge più di tutti è la costante crescita delle linee fisse a banda ultralarga. Una tendenza che dura già da diverso tempo ed è merito degli importanti investimenti di molte società in Italia che stanno digitalizzando il territorio con la fibra ottica.

Entrando nel dettaglio del nuovo Osservatorio sulle Comunicazioni dell’AGCOM, emerge che alla fine di marzo, gli accessi complessivi della rete fissa si riducono di circa 130 mila unità rispetto al trimestre precedente. TIM, per la prima volta, scende sotto il 50% di market share. L’evoluzione della connettività in Italia è stata molto rapida. Se nel marzo del 2015 oltre il 93% degli accessi alla rete fissa era in rame, dopo quattro anni questi sono scesi a meno del 55%. Parallelamente, sono cresciuti gli accessi tramite altre tecnologie qualitativamente migliori, in particolare quelle in tecnologia FTTC (+6,35 milioni di unità), FTTH (+650 mila) e FWA (+ 680 mila).

Il nuovo Osservatorio sulle Comunicazioni dell’AGCOM mette in evidenza anche un altro dato molto interessante e cioè che per la prima volta il peso delle linee broadband in tecnologia xDSL scende sotto il 50%.

Questi importanti cambiamenti hanno come conseguenza un aumento delle prestazioni delle connessioni Internet. Le linee con velocità inferiore ai 10 Mbps, infatti, rappresentano a marzo 2019 meno del 23% delle linee broadband e ultrabroadband, rispetto al 74% del marzo 2015. Nello stesso periodo, viceversa, il peso delle linee con velocità pari o maggiore di 30 Mbps è passato dal 4,5 al 48,5%. TIM è il maggiore operatore con il 43,2% di mercato.

Per quanto concerne, invece, la rete mobile, si registra su base annua una crescita complessiva di 3,4 milioni di SIM: tale aumento è dovuto all’incremento delle SIM M2M, cresciute di 4,7 milioni di unita, mentre quelle “solo voce” e “voce+dati” si sono ridotte di 1,2 milioni di unità. TIM è leader del mercato con il 30,5%. Tuttavia, considerando unicamente le SIM “human”, Wind Tre risulta essere il leader del mercato con il 32,1% nonostante una flessione del 2,9% su base annua. Bene Iliad con il 3,2% di mercato complessivo, 4% di mercato contando solo le SIM “human”.

Continua a volare la banda larga mobile. Nel primo trimestre dell’anno, poco meno del 70% delle linee “human” ha effettuato traffico dati, con un consumo medio unitario di dati stimabile in 5,4 GB/mese in crescita del 55% rispetto a marzo 2018.