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Smartphone Android, supporto USB-PD obbligatorio

L'ultima versione dei requisiti GMS (Google Mobile Services) impone l'obbligo di supportare la tecnologia di ricarica USB Power Delivery.

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L’ultima versione dei requisiti GMS (Google Mobile Services) contengono numerose novità che i produttori di dispositivi Android devono rispettare per ottenere la certificazione. Oltre all’obbligo di adottare le nuove gesture di navigazione, gli OEM saranno obbligati ad utilizzare lo standard USB-PD per la ricarica della batteria tramite porta USB Type-C. Google ha inoltre imposto la presenza delle funzionalità Benessere digitale e Family Link o soluzioni simili.

Molti produttori vendono smartphone di fascia alta con tecnologie di ricarica proprietari. L’obiettivo è ridurre il tempo necessario alla ricarica della batteria tramite porta USB Type-C. Le massime prestazioni si ottengono però solo con il cavo e il caricabatteria inclusi nella confezione. In realtà esiste lo standard USB Power Delivery (PD) che, teoricamente, permette di raggiungere una potenza di 100 Watt, ma utilizzando un caricabatteria USB-PD la velocità di ricarica diminuisce drasticamente perché gli smartphone non supportano lo standard.

Fin dal lancio di Android 7.0 Nougat nel 2016, Google ha consigliato agli OEM di non utilizzare metodi di ricarica proprietari per evitare problemi di interoperabilità. Con la versione 7.0 delle specifiche GMS, quel suggerimento è diventato un obbligo. Nella sezione 13.6 è infatti scritto:

I nuovi dispositivi con porta USB Type-C che verranno lanciati dal 2019 in poi devono garantire la piena interoperabilità con i caricabatterie conformi alle specifiche USB.

Google non impone tuttavia una potenza minima. Il recente OnePlus 7T supporta infatti lo standard USB-PD da 15 Watt (5V/3A). Per avere una maggiora velocità è necessario utilizzare caricabatteria e cavo compatibili con la tecnologia Warp Charge 30T.

Lo stesso documento di Google impone l’obbligo di installare le app Benessere digitale con controllo parentale (Family Link) sui nuovi dispositivi con Android 9 Pie o Android 10 annunciati dopo il 3 settembre 2019 e su quelli aggiornati ad Android 9 Pie o Android 10 dopo la stessa data. Sono comunque ammesse soluzioni custom. Senza queste funzionalità non verrà rilasciata la certificazione GMS. Gli esperti di XDA Developers hanno infine scoperto che, a partire dal 1 febbraio 2020, Google approverà solo i nuovi dispositivi con Android 10.