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Disney+: il password sharing è ok, almeno per ora

Disney+, la piattaforma di streaming inaugurata oggi negli Stati Uniti, non sta bloccando il password sharing: in futuro, però, tutto potrebbe cambiare.

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Disney+, la piattaforma di streaming del gigante dell’intrattenimento, ha aperto i battenti da poche ore negli Stati Uniti. E, in attesa dello sbarco in Italia – atteso per il mese di marzo 2020 – iniziano già a emergere importanti dettagli sul servizio. A partire dal password sharing, ovvero dell’usanza di condividere il proprio account di visione con più persone. Così come spiega The Verge, Disney non sembra abbastanza preoccupata dal fenomeno, anche se l’atteggiamento dell’azienda potrebbe cambiare in futuro.

Disney+ garantisce la possibilità, con il pagamento di 6.99 dollari al mese, di guardare contenuti su un massimo di quattro dispositivi contemporanei, per sette profili totali inclusi nell’abbonamento. Una configurazione che, così come già accade per altri servizi di streaming, rende teoricamente possibile il password sharing: un gruppo di quatto amici, ad esempio, potrebbe decidere di condividere il medesimo account riducendo così la spesa.

Quello del password sharing è divenuto un fenomeno sempre più diffuso, dovuto soprattutto alla moltiplicazione delle piattaforme video. A differenza dei servizi di streaming musicale, che presentano tutti cataloghi simili, le piattaforme video offrono librerie pressoché esclusive. Questo costringe gli utenti ad abbonarsi a più servizi contemporaneamente per poter seguire le proprie serie preferite, rendendo la spesa mensile decisamente elevata. Così in molti hanno deciso di lanciarsi nel password sharing: dividendo l’account, e quindi la spesa, viene calmierato l’esborso mensile.

Michael Paull, a capo dei servizi streaming di Disney, ha specificato come al momento non vi siano precise limitazioni per il password sharing, ma non esclude vi possano essere in futuro.

Il password sharing è certamente qualcosa a cui pensiamo. Crediamo che gli utenti riconosceranno il valore della piattaforma e agiranno di conseguenza. Useranno questi account per la loro famiglia, per la loro abitazione. Allo stesso modo, siamo consapevoli che il password sharing esista e continuerà ad esistere. […] Abbiamo creato alcune tecnologie che useremo in futuro per capire il comportamento degli utenti. Quando noteremo un comportamento che non ha senso, sfrutteremo dei meccanismi per gestirlo.

Al momento, così come sottolinea The Verge, Disney+ non raccoglie la localizzazione dei dispositivi di streaming, di conseguenza la verifica di usi sospetti pare non avverrà su base geografica. Tuttavia, il servizio potrebbe controllare gli IP o, ancora, la tipologia di device connessi. Non resta che attendere, di conseguenza, per capire come l’azienda avrà intenzione di intervenire.