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Zoom ritratta: crittografia end-to-end per tutti

Zoom torna sui suoi passi dichiarando che la crittografia end-to-end è per tutti, non solo per gli utenti paganti.

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Dopo aver annunciato che non avrebbe offerto la crittografia end-to-end (E2EE) agli utenti gratuiti, Zoom torna sui suoi passi affermando che chiunque utilizzi la piattaforma di videochiamate può beneficiare della protezione GCM AES 256. La società ha affermato che stava cercando di bilanciare la sicurezza del servizio con i rischi che fosse usato per scopi malvagi, ma adesso sembrerebbe aver trovato un modo per tenere in equilibrio le due cose.

La società dichiara di aver ricevuto feedback dalle organizzazioni per le libertà civili, dagli esperti di sicurezza e dal governo per intraprendere il nuovo percorso, che probabilmente sarà apprezzato dalla maggior parte degli utilizzatori. Zoom richiederà quindi agli utenti gratuiti di sottoporsi a un processo di verifica per abilitare la crittografia (che potrà essere disabilitata in qualunque momento nel caso in cui non la si volesse o i dispositivi non fossero disponibili). Per esempio, la crittografia end-to-end causa problemi con alcuni componenti hardware, come i telefoni PSTN o SIP.

La seccatura della verifica, a ogni modo, è solo un piccolo prezzo da pagare per avviare conversazioni più sicure e protette. Con il grande trend in crescita di Zoom, potrebbe essere difficile convincere gli altri colleghi o amici a utilizzare diverse app per videochiamate; è positivo che almeno adesso tutti gli utenti possano utilizzare la crittografia end-to-end, qualcosa che avrebbe dovuto far parte di Zoom sin dal primo momento per evitare il fenomeno zoombombing.

A proposito della nota app, sul sito è possibile trovare delle guide per scoprire come creare le room su Zoom e come condividere lo schermo su Zoom.