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Starlink, partono i primi test nel Regno Unito

Il servizio Internet via satellite Starlink di Elon Musk è stato approvato nel Regno Unito e gli utenti stanno già ricevendo i loro kit beta.

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Il Regno Unito ha dato il via libera al servizio Internet satellitare Starlink e gli utenti che si sono iscritti al test “Better Than Nothing Beta” di SpaceX hanno iniziato a ricevere il loro kit per il beta test pubblico dell’azienda.

Ofcom, l’autorità competente e regolatrice indipendente per le società di comunicazione nel Regno Unito, ha infatti concesso alla compagnia aerospaziale di Elon Musk l’autorizzazione già a novembre dello scorso anno.

Starlink, un’opera ambiziosa

La licenza britannica consente a Starlink di competere con i provider Internet terrestri come BT Group, l’operatore telefonico privato britannico precedentemente conosciuto come British Telecommunications o British Telecom, e società satellitari tradizionali come OneWeb, che recentemente è stata salvata dal fallimento dal governo britannico e dalla società di telecomunicazioni indiana Bharti Global.

Grazie all’orbita a bassa quota, Starlink potrà garantire tempi di latenza abbastanza ridotti, superando così le limitazioni che da sempre accompagnano la fornitura di connettività via satellite. In tal senso, i primi test inglesi, anche se il sistema è ancora in beta, fanno rilevare una velocità di download di circa 85 Mbps. Gli esperti stimano che, all’apertura delle attivazioni, la società possa raggiungere il 3% delle connessioni globali, pari a 30 miliardi di dollari di mercato.

Il pacchetto Starlink costa al momento 439 sterline (circa 492 euro), più 84 sterline (94 euro) per un abbonamento mensile. Il progetto di SpaceX di creare un’enorme rete satellitare per offrire connettività Internet in tutto il mondo sembra dunque procedere spedito.

Satellite

Pixabay (immagine: Pixabay).

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Un progetto molto ambizioso ed anche economicamente impegnativo visto che la società spaziale punta a mandare in orbita migliaia di satelliti, che però non sembra convincere proprio tutti. L’American Astronomical Society, per esempio, ha più volte espresso dubbi e manifestato malcontento nei confronti di Starlink, che secondo loro potrebbe rendere molto difficile, se non impossibile, l’osservazione del cielo a scopo di studio.

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