Pixel 6 e 6 Pro, Google rivoluzionerà il mercato smartphone?

Google punta su Android 12, la nuova interfaccia Material You e il chip Tensor per dare uno scossone al mercato.

Ieri vi abbiamo parlato dei nuovi modelli top di gamma che Google ha lanciato un po’ a sorpresa in anticipo, rispetto all’evento dedicato che si terrà comunque il prossimo autunno. E anche se tutti i dettagli come nuove funzionalità, specifiche tecniche, prezzi e disponibilità, saranno effettivamente svelati proprio in quell’occasione, di Pixel 6 e Pixel 6 Pro sono comunque arrivate nuove informazioni e interessanti conferme. A cominciare, dal design dei modelli, ispirato nelle forme a uno stile “industriale”, con un telaio in alluminio lucidato chiaro nel Pro e la finitura in alluminio opaco nel 6, e una combinazione di colori morbidi ed eleganti.

Il futuro della famiglia Pixel


Questi nuovi telefoni utilizzeranno il rivoluzionario Android 12 e l’interfaccia Material You, destinato a sostituire quel Material Design introdotto ormai nel lontano 2014. Durante la presentazione al Google I/O, il colosso di Mountain View lo definì come “il cambiamento più importante mai introdotto nelle interfacce Android”, caratterizzato com’è da nuove forme, nuovi colori, nuovi effetti e transizioni. “Con Material You, stiamo mescolando la scienza del colore con anni di lavoro nel design e nell’ingegneria dell’interazione”, spiegò il CEO Sundar Pichai.

Questi aggiornamenti dell’interfaccia utente sono basati sul nuovo framework di animazione e design, per rendere l’utilizzo del tuo Pixel incredibilmente naturale perché tutto funziona senza intoppi sul chip Tensor.

Il nuovo linguaggio di progettazione Material You assieme al nuovo chip Tensor sono stati pensati dagli sviluppatori in relazione all’uso che fanno oggi le persone dei loro smartphone, cercando al contempo di immaginare come li utilizzeranno anche in futuro. Poiché sempre più funzionalità sono alimentate da AI e ML, non si tratta semplicemente di aggiungere più risorse di elaborazione, ma di utilizzare tale ML per sbloccare esperienze specifiche per gli utenti Pixel. Insomma, Google è decisa a portare sul mercato un prodotto innovativo e competitivo.

Tensor, il SoC custom di Google


Una delle novità principali dei nuovi Pixel è proprio il SoC custom Google Tensor, che andrà a sostituire i chip Qualcomm di solito montati sugli smartphone in questione. “Il team che ha progettato il nostro sistema su circuito integrato voleva rendere Pixel ancora più capace”, ha spiegato Rick Osterloh, Senior Vice President, Devices & Services di Google. “Tensor ci consente di realizzare i telefoni Google che abbiamo sempre immaginato“.

Telefoni che continuano a migliorare, sfruttando le parti più potenti di Google all’interno di un’esperienza altamente personalizzata e di quello che potrebbe diventare un vero e proprio ecosistema, col nuovo chip che potrebbe essere ottimizzato, col tempo, per altri device come per esempio computer, tablet o indossabili.

A completare il quadro di un prodotto che sulla carta appare davvero estremamente interessante, c’è il nuovo core di sicurezza di Tensor, il Titan M2, grazie al quale Pixel 6 dovrebbe avere il maggior numero di livelli di sicurezza hardware che in qualsiasi altro telefono, basandosi su un conteggio di sottosistemi e componenti di sicurezza hardware indipendenti. A questo punto non ci resta che attendere l’evento Google di questo autunno per conoscere meglio Pixel 6 e Pixel 6 Pro.

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