WhatsApp lavora sui sottogruppi. Disponibile supporto multi-device

WhatsApp come Discord: sull’app presto una nuova funzionalità per i Gruppi chiamata Community. Beta modalità multi-dispositivo aperta a tutti.

WhatsApp starebbe lavorando al lancio di una nuova funzionalità chiamata Community. E’ quanto rivelato da WABetaInfo, secondo il quale questa novità darà agli amministratori un maggiore controllo sui gruppi, in maniera non molto differente di quanto accade su Discord, la piattaforma di chat per videogiocatori dove gli iscritti possono creare dei canali dedicati a titoli o generi differenti, ma all’interno di uno stesso server più ampio. In estrema sintesi, chi vorrà realizzare uno spazio dove trattare magari in maniera più approfondita un determinato argomento o un suo aspetto, potrà farlo anche in WhatsApp in una sotto chat, anziché crearne un’altra esterna slegata da quelle principali e da gestire separatamente. Il tutto sempre crittografato con sistema end-to-end per una maggiore sicurezza

WhatsApp, non solo sottogruppi nelle chat

Stando WABetaInfo, gli sviluppatori starebbero lavorando anche a diversi nuovi aggiornamenti, seguendo un po’ quello che è il trend degli ultimi mesi dell’app. Tra questi si parla di nuovi controlli sulla privacy e di un utilissimo supporto multi-dispositivo anche da smartphone a smartphone, che andrebbe ad ampliare la già esistente funzione che consente di collegare il telefono principale all’applicazione desktop o a un accesso via web, per fruire dei servizi anche quando il telefonino è spento o senza internet.

E’ stata attivata per tutti gli utenti la modalità multi-dispositivo in versione beta, la funzionalità che permette di utilizzare, sia Android che iPhone, fino a quattro dispositivi collegati senza che gli utenti debbano essere connessi tramite uno smartphone.

Già disponibile da circa un mese, invece, un’ulteriore funzione di sicurezza facoltativa che consente di proteggere i backup archiviati su Google Drive o iCloud con la crittografia end-to-end. Per proteggere i backup crittografati end-to-end, bisogna creare una password a scelta o una chiave di crittografia a 64 cifre nota soltanto all’utente. Né WhatsApp, né i fornitori di servizi di backup potranno leggere i backup o accedere alla chiave richiesta per sbloccarli.

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