Speciale WWDC

WWDC 2018

WWDC 2018: l’universo dei developer Apple

La WWDC, ovvero la World Wide Developer Conference, è una kermesse organizzata da Apple annualmente, per presentare agli sviluppatori tutte le novità dei propri sistemi operativi. La ricorrenza, nata nel 1983, propone una settimana di eventi e workshop per conoscere da vicino tutte le potenzialità dello sviluppo targato mela morsicata e, di tanto in tanto, il palco dell'evento viene scelto anche per la presentazione di alcuni prodotti.
L'edizione 2018, tenutasi presso il McEnery Convention Center di San Jose, si è concentrata unicamente sul software, con le novità per iOS 12, macOS Mojave, tvOS e watchOS.

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È uno degli appuntamenti fondamentali per gli appassionati, e soprattutto per gli sviluppatori, dell’universo Apple: la WWDC rappresenta sempre l’occasione giusta per scoprire tutte le novità sul software targato mela morsicata. E, di tanto in tanto, il gruppo di Cupertino sfrutta questo appuntamento per lanciare sul mercato dei rinnovati dispositivi hardware. Ma cosa è la WorldWide Developer Conference e, non ultimo, perché è così importante nell’ecosistema della società californiana?

Di seguito, tutte le informazioni sull’edizione 2018 della kermesse per i developer, nonché un breve excursus sulla storia dell’evento.

WWDC 2018: cosa è? ()

Tim Cook

Tim Cook (immagine: Apple).

Con la sigla WWDC si intende la World Wide Developers Conference, una conferenza annuale tenuta da Apple per presentare tutte le novità sui suoi software e gli strumenti dedicati al grande universo degli sviluppatori. La ricorrenza, che si estende solitamente lungo l’arco di tempo di una settimana, viene ripetuta dal 1983, sebbene le location siano spesso cambiate nel tempo.

La WWDC si caratterizza per un evento inaugurale, tenuto dalla stessa Apple, dove vengono presentati gli aggiornamenti più recenti dei sistemi operativi targati mela morsicata, tra cui iOS, macOS, tvOS e watchOS. Alla kermesse partecipano sviluppatori provenienti da tutto il mondo, dai 2.000 agli oltre 5.000 a seconda dell’annata, i quali acquistano appositi ticket di partecipazione qualche mese prima dell’evento. Oltre al keynote iniziale, la WWDC presenta numerosi workshop e approfondimenti, di natura sostanzialmente tecnica, dedicati ai creatori di applicazioni. Di norma, i developer possono accedere sin dal primo giorno alle beta degli ultimi sistemi operativi Apple, questi ultimi rilasciati in via definitiva agli utenti finali il successivo autunno. Di tanto in tanto, la società ne approfitta anche per presentare dell’hardware inedito, sebbene non vi sia una precisa ritualità in questa scelta.

WWDC 2018: nuova tornata a San Jose ()

Galleria di immagini: iOS 12, le foto

Apple ha inaugurato ufficialmente la WWDC 2018 il 4 giugno 2018, con un evento di benvenuto trasmesso in diretta streaming sul proprio sito ufficiale. Così come già accaduto nel 2017, il gruppo di Cupertino ha deciso di tornare in una delle sue location iconiche, quella del McEnery Convention Center di San Jose, dopo numerosi anni passati a San Francisco presso il Moscone West.

L’evento inaugurale della WWDC 2018 è stato interamente dedicato al software, tant’è che il gruppo californiano non ha presentato alcun nuovo dispositivo dal palco di San Jose. Introdotto da un video ironico, registrato sotto forma di documentario e pensato per rappresentare i developer come “mammiferi” che ogni anno migrano da ogni parte del Pianeta per raggiungere il capobranco Craig Federighi, l’evento si è focalizzato sui quattro sistemi operativi targati mela morsicata: i già citati iOS, macOS, watchOS e tvOS.

Partendo da iPhone, iPad e iPod Touch, la mela morsicata ha illustrato al mondo le novità di iOS 12, aggiornamento che risulta a tutti gli effetti un perfezionamento del precedente iOS 11. Il gruppo si è concentrato soprattutto sulla performance, aumentando la velocità anche di vecchi device, tanto che iOS 12 è compatibile con tutti i dispositivi già abilitati al precedente sistema operativo. Ancora, sono state introdotte nuove funzioni come una realtà aumentata più estesa grazie ad ARKit 2, un formato file univoco per le esperienze di AR, Animoji aggiuntive per iPhone X, Memoji basate sulle fattezze fisiche o ideali dell’utente, notifiche racchiuse in gruppi, FaceTime contemporaneo fino a 42 persone, nuovi strumenti per la sicurezza e per la privacy, nonché un controllo maggiore delle ore trascorse davanti allo schermo con Smart Time, quest’ultimo anche dotato di esaurienti controlli per i genitori.

Passando dal mobile all’universo desktop, il gruppo di Cupertino ha mostrato agli appassionati il nuovo macOS Mojave, successore di macOS High Sierra. Il sistema operativo introduce una Dark Mode estesa non solo ai menu ma anche all’interfaccia delle applicazioni, una nuova modalità di visualizzazione Gallery nel Finder con possibilità di editing diretto dei file immagine, una nuova funzione Screenshot in grado di registrare anche video, un motore Metal più abile con le eGPU, controlli avanzati per la privacy affinché applicazioni terze non accedano all’hardware dei Mac senza il consenso dell’utente, quindi tanto altro ancora.

Galleria di immagini: macOS Mojave, le foto

Il rinnovato watchOS 5, pensato per Apple Watch, migliora le prestazioni dell’orologio intelligente e strizza l’occhiolino alla salute, con nuove funzioni per analizzare l’attività fisica eseguita, funzioni contestuali e di machine learning per rendere più semplice l’allenamento, il supporto di nuovi sport come lo joga, la possibilità di interloquire con Siri senza l’apposito comando “Hey Siri” e molto altro ancora. Nel frattempo, tvOS aggiorna le Apple TV 4K con il supporto a Dolby Atmos, nuove vedute aeree anche in collaborazione con gli astronauti dell’ISS, una guida tv rinnovata, pacchetti in streaming con nuovi partner mondiali, nonché piccoli incrementi sul fronte della performance. Per quanto riguarda Dolby Atmos, tutti i film in possesso nella propria libreria iTunes Store verranno aggiornati al formato audio a partire dal prossimo autunno.

Sul palco della WWDC, su cui si sono alternati principalmente Tim Cook e Craig Federighi, il gruppo ha confermato la disponibilità sin da subito di tutte le beta per gli sviluppatori dei pacchetti presentati, mentre la release finale agli utenti è invece attesa per il successivo autunno.

WWDC 2018: la storia in pillole ()

Moscone West

Moscone West (immagine: Wikipedia).

Così come già avvenuto, la prima WWDC della storia si è tenuta nel 1983, nella località californiana di Monterey. È però dal 1998, praticamente con il ritorno di Steve Jobs come CEO dell’azienda dopo moltissimi anni d’assenza in NeXT, che la settimana di eventi dedicati al software ha cominciato ad aprirsi con un keynote inaugurale. Iconiche sono state nel tempo le presentazioni tenute dallo stesso Jobs, il quale ha saputo sempre ammaliare il pubblico sia incuriosendoli sul software che sull’hardware. Per molti anni la location principale è stata quella del Moscone West di San Francisco, anche se dal 2017 il gruppo californiano ha deciso di tornare al McEnery Convention Center di San Jose, uno dei luoghi più gettonati negli anni ’90 e, fatto non da poco, nei precedenti anni ’90.

L’ultima WWDC a cui ha partecipato l’iCEO è quella del 2011, a pochissimi mesi prima della sua scomparsa, mentre dal 2012 è Tim Cook che ha preso le redini della kermesse.

Riassumendo in pillole alcuni dei passaggi salienti della World Wide Developer Conference, almeno dei più salienti, si ricordano il Power Mac G5 nel 2003, il primo Mac Pro con processore Intel nel 2006, il lancio dell’amato Mac OS X Leopard nel 2007, la rivoluzione a bassissimo prezzo di Mac OS X Snow Leopard nel 2008, il Mac Pro cilindrico nel 2013, Apple Music nel 2015, Swift Playground nel 2016 e il nuovo iMac Pro nel 2017.

Immagine: Apple