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Football Manager batte i pirati di Internet (più o meno)

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A metà novembre, Sports Interactive ha messo in vendita l’edizione 2009 del popolare gioco di simulazione calcistica Football Manager. Come sempre succede, i pirati si sono messi immediatamente all’opera per distribuire il videogame attraverso i circuiti di file sharing. Stavolta però le cose non sono andate come previsto: a quanto pare, la versione pirata del gioco non funziona, o quantomeno non contiene tutte le caratteristiche presenti nell’originale.

Un successo per SI e per il loro nuovo meccanismo di protezione? Sì e no. Infatti la decisione di adottare la famigerata attivazione via Steam o, in alternativa, l’ancora più odiato Digital Right Management ha suscitato le ire di molti affezionati utenti e potrebbe aver causato una flessione nelle vendite.

Le ragioni di coloro che esprimevano dissenso sulla scelta dell’attivazione online non erano soltanto di carattere morale (l’essere considerati “colpevoli di pirateria” fino a prova contraria, dover fornire dati sul proprio hardware, avere un numero limitato di installazioni, ecc.) ma anche e soprattutto di ordine pratico: cosa succederebbe se centinaia di migliaia di acquirenti registrassero la propria copia del programma nello stesso momento? Ebbene, è successo che i server sono andati in tilt e moltissimi giocatori non hanno potuto utilizzare il programma per diverse ore, se non addirittura giorni.

Nel frattempo, nelle varie reti P2P cominciavano ad emergere crack più o meno funzionanti, ma anche voci di presunti bug intenzionalmente progettati dai creatori del gioco per rendere le versioni pirata inutilizzabili. Voci rivelatesi quasi del tutto infondate: l’unico bug “accertato” è di minore importanza e a tutt’oggi Sports Interactive non ne ha rivendicato la paternità. Tuttavia, questa diceria è andata dritta allo scopo, limitando moltissimo la diffusione di FM09 nei circuiti di file sharing.

La software house britannica ha già avuto in passato problemi piuttosto grossi con la pirateria informatica, tanto che lo sviluppo di un loro videogame, NHL Eastside Hockey Manager, è cessato per l’alto numero di copie illegali circolanti. Matt Woodley della SEGA (società distributrice dei prodotti legati alla Sports Interactive) ha spiegato i motivi che li hanno spinti ad utilizzare l’accoppiata Steam/DRM in un post del forum di Football Manager: non ci si aspettava di sconfiggere i pirati, ma solo di complicarne l’opera, e in questo senso l’obiettivo può dirsi pienamente raggiunto.

Ma a che prezzo: migliaia di fan infuriati, richieste di rimborso, ore e ore di straordinari per i dipendenti della SI che cercavano di aiutare gli utenti ad attivare le loro licenze regolarmente acquistate. E, a conti fatti, ciò che realmente sta bloccando la diffusione del gioco nelle reti P2P non è un sofisticato meccanismo anticontraffazione, ma un semplice Internet rumor, una leggenda metropolitana. Nel 2008, nell’era della tecnologia e dell’informazione, l’unica arma che i detentori dei diritti d’autore hanno per difendere le proprie opere sembra essere quella di diffondere (o lasciar diffondere) notizie false.

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