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“isoHunt Lite” per vincere in appello

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Abbiamo già parlato in passato dei problemi giudiziari vissuti oltreoceano da isoHunt, il celebre motore di ricerca BitTorrent. La novità è che, mentre Gary Fung sta preparando l’appello alle decisioni prese a dicembre dalle autorità giudiziarie competenti, il sito è tornato attivo in formato “lite”.

In pratica, in linea con le precedenti dichiarazioni del fondatore, isoHunt diviene in questa maniera una sorta di Google per file Torrent: nessun altro servizio è offerto. E dato che la maggior parte dei risultati di ogni ricerca, se non spesso la totalità, sono offerti anche da Google e altri motori classici, non ci dovrebbe essere nessun motivo legale per richiedere un ulteriore chiusura del portale.

La MPAA aveva però preteso che una delle condizioni per cui isoHunt potesse tornare attivo fosse l’implementazione di un complesso e funzionante sistema di filtraggio: l’obbiettivo, come è facile intuire, era quello di impedire che il sito fosse utilizzato per il download di file protetti da copyright.

Gary Fung ha però tenuto duro. Consapevole del fatto che un filtro si applica meccanicamente, ha ritenuto che una tale implementazione equivalesse ad una censura immotivata. È infatti possibilissimo immaginare, ad esempio, una coincidenza di nomi fra un filmato amatoriale che parli di una distribuzione Gnu/Linux e uno show televisivo. Con un sistema di filtri salva copyright, evidentemente nel tentativo di impedire la condivisione del secondo file, si censurerebbero anche file liberamente scambiabili: i filtri, infatti, funzionano per lo più con “parole chiave”.

La parola ora passa alle autorità americane, che dovranno giudicare sia l’appello, sia la legalità della nuova versione lite. L’impressione è che quest’ultima sia la risoluzione tecnica adoperata da Fung per ribaltare la sentenza, riuscendo, per lo meno, a scongiurare l’implementazione dei filtri.

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