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Apple si compra la startup Laserlike

Specializzata su progetti di Intelligenza Artificiale, Laserlike aiuterà Apple a rendere più intelligente Siri, integrandola nelle piattaforme news e tv.

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La conferma non è arrivata ma sembra vicina: Apple ha comprato la startup americana Laserlike, specializzata in progetti di Intelligenza Artificiale e machine learning. Lo scopo? Probabilmente migliorare l’assistente vocale Siri, integrandolo con piattaforme di terze parti, ossia permettendo che comunichi in maniera più profonda con altre app, per diventare molto più utile alla quotidianità.

Stando alle indiscrezioni fornite da The Information, la Mela comunicherà presto l’acquisizione della compagnia fondata quattro anni fa, in Silicon Valley, da tre ex ingegneri di Google. Cupertino si è limitata col diffondere la solita nota, che non smentisce che chiarisce la situazione:

Apple acquista nel corso del tempo piccole società tecnologiche ma di solito non discutiamo i nostri scopi o piani.

Laserlike ha già sviluppato un’app, non più disponibile su App Store e Google Play, che sfrutta l’Intelligenza Artificiale per offrire agli utenti un motore di ricerca degli interessi personalizzato e basato su una forte personalizzazione. La tecnologia di avvio è stata adottata anche da Mozilla l’anno scorso per un componente aggiuntivo per Firefox, “Test Pilot”, che ha generato raccomandazioni sui siti da visitare in base alle abitudini di navigazione dell’utente.

La missione principale di Laserlike è quella di fornire informazioni di alta qualità e prospettive diverse su qualsiasi argomento online. Lavoriamo per aiutare le persone a seguire i loro interessi e ad aprire nuove prospettive – si legge sul sito della startup.

Il team di Laserlike è guidato da John Giannandrea, vicepresidente senior, dopo un passato in Google. Secondo le voci, l’AI potrebbe essere inserita nei servizi di abbonamento TV e news dell’azienda, raccomandando cosa leggere e guardare partendo dalle abitudini di fruizione di ognuno. L’anno scorso, Apple ha acquistato Silk Labs con focus sulla privacy e, a febbraio, PullString, per soluzioni di voce virtuale conversazionale.