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Apple TV+: punti di forza e di debolezza

Apple TV+, punti di forza e di debolezza: vince For All Mankind, la serie più apprezzata da pubblico e critica, mentre See solleva più di un dubbio.

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Apple TV+, il servizio di streaming video di Apple, ha ufficialmente aperto i battenti lo scorso primo novembre. Nel suo primo weekend di disponibilità, la piattaforma ha attirato le attenzioni degli appassionati del gruppo di Cupertino e di semplici curiosi, pronti a condividere sui social network le loro prime impressioni sugli show targati mela morsicata. E mentre appare chiaro il vincitore tra critica e pubblico – “For All Mankind”, la serie che cerca di capire cosa sarebbe successo se i russi fossero atterrati sulla Luna per primi – la domanda risulta più che lecita: quali sono i punti di forza e di debolezza della piattaforma?

Apple TV+: punti di forza e di debolezza

Apple TV+, così come già accennato, è la nuova piattaforma di streaming di Apple. Lanciata il primo novembre in oltre un centinaio di nazioni mondiali, tra cui l’Italia, il servizio propone l’accesso a contenuti originali a un prezzo decisamente vantaggioso: 4.99 euro al mese. L’abbonamento comprende i primi 7 giorni di visione gratuita e, fatto non da poco, la condivisione con altre sei persone tramite gli strumenti di condivisione in famiglia già inclusi in iOS e macOS. Ancora, per chi ha acquistato un nuovo prodotto Apple dopo il 10 settembre vi è la possibilità di approfittare di un anno di accesso senza costi.

Tra i dispositivi compatibili vi sono ovviamente tutti gli iDevice Apple, i computer a marchio mela, le ultime due generazioni di Apple TV, le Fire TV di Amazon, alcuni set-top-box Roku e varie smart TV. In alternativa, è possibile accedere da qualsiasi browser all’indirizzo tv.apple.com.

Il principale punto di forza del servizio, come facile intuire, è il suo prezzo: fatta eccezione per Amazon Prime Video, incluso nell’abbonamento di tutti i clienti Prime, Apple TV+ è la piattaforma più economica rispetto ai competitor più noti. Netflix, ad esempio, propone sottoscrizioni a partire da 7.99 euro al mese, mentre il futuro Disney+ – in attesa di scoprire i listini europei – offrirà l’accesso per 6.99 dollari al mese. Altro punto a favore di Cupertino è l’estrema cura nella produzione degli show originali: la società di Apple Park ha investito grandi somme di denaro in serie TV dove ogni minimo dettaglio è stato curato, dalla resa praticamente cinematografica. Il fronte di debolezza, invece, è rappresentato dal catalogo: la libreria è al momento decisamente scarna, anche se Apple ha già annunciato l’aggiunta di nuove serie.

Gli show: recensioni in pillole

Nel corso del lungo ponte del primo novembre, anche Webnews ha deciso di seguire i principali show proposti da Apple TV+. E, considerando naturalmente come il giudizio sia soggettivo e influenzato dai gusti personali, emerge chiaramente un vincitore: “For All Mankind”. La produzione più debole appare invece “See”: attesa come il nuovo “Game of Thrones”, non sembra però soddisfare le aspettative della vigilia. Di seguito qualche informazione in pillole sulle cinque produzioni più discusse sui social, prive di spoiler:

  • For All Mankind: la serie si propone di immaginare cosa sarebbe successo se, nel 1969, i russi fossero arrivati per primi sulla Luna. I primi tre episodi disponibili colpiscono per i dettagli della ricostruzione storica – con anche immagini dell’epoca – e nella cura delle ambientazioni, ma anche per una trama che rende il racconto estremamente credibile. La miglior serie di Apple TV+, come anche testimoniato da Rotten Tomatoes: raggiunge il 74% dei pareri favorevoli della critica e l’82% di quelli del pubblico;
  • The Morning Show: l’atteso ritorno di Jennifer Aniston in una serie tv, dopo Friends, scelto da Apple come titolo di punta per il lancio del suo servizio. I primi tre episodi forse non rispondo alla grande hype della fase pre-lancio, ma la serie è comunque da promuovere, poiché abbastanza appassionate e capace di trattare un tema tanto attuale quanto quelle delle molestie sul posto di lavoro. Ancora, ottima è la prova di Jennifer Aniston – ma anche della collega Reese Witherspoon – in un ruolo drammatico;
  • Dickinson: una freschissima serie, che stringe l’occhiolino ai più giovani, che si propone di raccontare l’adolescenza di Emily Dickinson nel 1800. Nonostante i costumi e le ambientazione d’epoca, il linguaggio e la comunicazione sono del tutto moderni, con tanti richiami agli slang degli adolescenti d’oggi. Un esperimento riuscito, assolutamente da vedere: su Rotten Tomatoes raggiunge ben il 91% di preferenze del pubblico;
  • La Madre degli Elefanti: uno splendido documentario, realizzato con tecniche di ripresa di altissima qualità, dedicato alla migrazione di un branco di elefanti africani durante la stagione secca, in un clima sempre più incerto dati i cambiamenti climatici. Eccellente;
  • Sea: è la serie con Jason Momoa che sta sollevando più pareri contrapposti, forse perché anticipata come una produzione alla “Game of Thrones”, senza però coglierne appieno l’eredità – almeno nei primi tre episodi. La trama racconta di una civiltà futura dove l’uomo ha perso l’uso della vista: la nascita di alcuni bambini capaci di vedere cambierà tutto. Super-produzione con effetti speciali importanti, i primi episodi risultano lenti e non eccessivamente appassionanti. Contrasti anche su Rotten Tomatoes: 34% è il punteggio della critica, 84% quello degli spettatori.

Si ricorda come Apple abbia scelto un modello di distribuzione misto: quasi tutte le serie vedranno la disponibilità settimanale di un episodio, a eccezione di alcune – come Dickinson – le cui puntate sono disponibili tutte contemporaneamente.