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Vodafone contro la riforma di Viviane Reding

Secondo il colosso della telefonia mobile, la riforma del settore proposta dal commissario europeo potrebbe causare l'allontanamento di circa 40 milioni di consumatori dal cellulare. Gli operatori temono una modifica delle "tariffe di terminazione".

La possibile perdita di una fonte di guadagno che ha consentito a molte compagnie telefoniche di prosperare ed espandersi nel vecchio continente sembra spingere gli operatori a contestare la riforma proposta da Viviane Reding. Secondo le indagini di Vodafone, il sistema del pagamento per le chiamate da parte del chiamante e del ricevente non verrebbe pienamente compreso dai clienti europei, da sempre abituati a non pagare per le chiamate ricevute dagli altri operatori. L’adozione del sistema utilizzato negli Stati Uniti potrebbe comportare, sempre secondo la multinazionale della telefonia, l’allontanamento di almeno 40 milioni di consumatori europei con evidenti danni per l’intero settore.

Nonostante le numerose proteste delle compagnie telefoniche e gli ultimi dati forniti da Vodafone, Viviane Reding sembra essere determinata a proseguire per la sua strada con l’obiettivo di abbattere gli alti costi della telefonia mobile in Europa. La questione non interessa solamente le chiamate vocali, ma anche lo scambio di dati per la navigazione sul Web attraverso le reti di terza generazione.

Intanto, nell’attesa dei prossimi sviluppi sulla delicata questione, attraverso la Commissione Europea, Reding ha ottenuto un’ulteriore riduzione dei prezzi per le chiamate in roaming all’interno dei 27 Stati membri. A partire dallo scorso 30 agosto la tariffa massima passa da 0,49 a 0,46 Euro al minuto per chi effettua chiamate e da 0,24 a 0,22 Euro per chi riceve una telefonata in roaming. Entro un anno, le tariffe dovrebbero ancora diminuire raggiungendo rispettivamente 0,43 Euro e 0,19 Euro.

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  • Ratamusa

    Tutte le multinazionali temono e vituperano i cambiamenti degli status quo.
    Potrebbe spingerli a cambiare la loro politica aziendale e commerciale.
    È una cosa dispendiosa che limiterebbe, almeno per qualche tempo, i loro profitti che sono l’unica cosa che conta. Il resto è spazzatura.

  • Sbalky

    Le multinazionali sono cattive, e fino a qui siamo d’accordo.
    Ma la portata del cambiamento proposto non è da poco: mi spiego.
    Mentre il chiamate ha tutto il tempo di valutare la “convenienza” di fare una telefonata, ovvero il rapporto costi/benefici, rispetto all’operatore del chiamato, quest’ultimo non ha molto tempo per valutare tutto ciò. Quindi o risponde subito, pagando quel che deve pagare in più, oppure rischia di perdere la telefonata mentre cerca di ricordare se il chiamante ha la propria compagnia telefonica.
    Non è un cambiamento di poco conto, o ho capito male io?

  • Ratamusa

    Il chiamante non ha alcun tempo….Chiama, parla e paga, un po’ a tutti, in qualche proporzione, a me sconosciuta, per altro.
    La compagnia di partenza, quella di transito (se c’è) e quella finale, ricevono tutte la loro parte di profitti.
    Anche i Consigli di Amministrazione e i grandi azionisti vogliono la loro parte (degli altri non glie ne importa nulla a nessuno).
    Se cambia qualcosa, loro sono convinti che i profitti calano…..Per cui….

  • http://saitfainder.altervista.org/ Vincenzo

    Non ho capito dove le compagnie telefoniche dovrebbero introdurre delle tariffe più basse visto che i costi sarebbero identici e quindi farebbero in modo da non perderci un centesimo.

    Se il costo viene diviso tra le due parti della comunicazione non vuoi che entrambi pagheranno un pò di più rispetto al solo chiamante di adesso?

    Tutti i tentativi di abbassare i costi delle telefonate con delle leggi mi sembra che non sortiscano nessun effetto. L’unica soluzione sarebbe una rete telefonica mobile basata 100% su IP per voce/video/dati con magari un abbonamento flat.