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Prevendite G1 a gonfie vele: Android decolla

Secondo le ultime dichiarazioni di T-Mobile, sarebbero state triplicate le scorte del nuovo smartphone G1. Sono ora infatti disponibili per la prevendita ben 1,5 milioni di unità (quasi tutte prenotate), oltre ad 1 mln di apparecchi per la vendita diretta

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Lo smartphone G1 equipaggiato con il sistema operativo open source creato da Google si prepara ad invadere il mercato e i recenti dati rilasciati da T-Mobile e HTC non possono che far pensare ad un successo annunciato. Se inizialmente le due società avevano stimato la vendita di 700.000 unità entro la fine dell’anno, alla luce delle ultime dichiarazioni, tale previsione non può che apparire decisamente troppo conservativa: 500.000 G1 sono stati stati ordinati solamente nei primi giorni di prevendita, sortendo a quanto sembra l’effetto di gocce d’acqua nel deserto, motivo per cui la cifra è stata triplicata e portata a 1,5 milioni di unità. A quanto sembra, la maggior parte di esse è già stata prenotata.

Il debutto del nuovo smartphone basato sulla chiacchieratissima piattaforma Android è previsto per il giorno 22 ottobre, data a partire dalla quale sarà possibile effettuare l’acquisto anche tramite Web, nella speranza di non incorrere nell’esaurimento delle scorte; T-Mobile e HTC hanno comunque assicurato la disponibilità di un ulteriore milione di apparecchi per far fronte alle richieste che perverranno nel periodo che porta alle vacanze natalizie.

Il G1 sembra quindi aver riscaldato gli animi di molte persone, nonostante l’immaginario degli appassionati high-tech sia tuttora catturato dall’iPhone di Apple e all’orizzonte si stiano profilando interessanti novità quali il Nokia 5800 (conosciuto con l’appellativo di Tube), il primo telefono touchscreen della società finlandese e il BlackBerry Storm, anch’esso dotato di schermo sensibile al tocco, con l’aggiunta di un innovativo feedback in risposta alla pressione delle dita. I numeri relativi alle unità prenotate e allo stock messo a disposizione per le vendite fanno ben sperare, senza tener conto delle migliaia di persone che, seppur interessate all’oggetto in questione, non hanno ritenuto opportuno ricorrere alla prenotazione.