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Clubhouse in arrivo su Android entro l’estate e senza inviti

Il social network basato esclusivamente sulle conversazioni vocali dovrebbe arrivare finalmente su Android entro "un paio di mesi".

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Clubhouse, il social network noto per i suoi contenuti “solo vocali” arriverà finalmente su Android con ogni probabilità entro l’Estate. Almeno stando a quanto riferito dal sito TechCrunch, sul quale uno dei fondatori della piattaforma, Paul Davison, ha svelato che l’app sarà pronta entro “un paio di mesi” e ventilato perfino la possibilità di accedere alle stanze senza l’invito.

E’ importante per noi aprire a tutti gli utenti, così come lo è l’arrivo su Android”, ha spiegato sempre Davison.

Una scelta dovuta, quella di Clubhouse di accelerare i tempi per lo sbarco su sistemi Android, visto che la concorrenza non sta certo a guardare e anzi si è già mossa o lo sta facendo con l’intenzione di offrire un servizio analogo ai loro utenti.

Prima fra tutte Twitter, che con la sua nuova funzione Spaces arriverà sia su Android che su iOS ad aprile, con funzionalità libere e aperte a tutti, contrariamente al rivale Clubhouse che, al momento, funziona solo su dispositivi Apple e a inviti.

Anche Telegram dal canto suo ha da poco lanciato una nuova funzionalità chiamata Voice Chat 2.0 all’interno della sua app per Android, che consente di avviare e partecipare direttamente a conversazioni audio esattamente come avviene sul social network più in voga in questo momento, ma con in più degli elementi che rendono per certi versi “unici” i nuovi podcast di Telegram, rispetto alla concorrenza.

Tra le società interessate a realizzare un prodotto simile ci sarebbe Facebook. A svelarlo è stato il New York Times, che sulle sue pagine ha riportato quelle che sono delle voci di corridoio, secondo le quali Mark Zuckerberg avrebbe già dato il via alla realizzazione di un servizio simile. Tuttavia, al momento non è chiaro se la “copia di Clubhouse” versione Facebook Inc. sarà implementata eventualmente come funzione all’interno dello stesso social, o se verrà realizzata come app esterna, e dunque come un servizio a se stante e indipendente come nel caso di WhatsApp.

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