Twitter, ad aprile arriva il rivale di Clubhouse

Si chiamerà Twitter Spaces e sarà una nuova funzione concorrente di Clubhouse, con la possibilità di monetizzare fin dal primo tweet.

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Arriverà il prossimo aprile il primo, vero rivale di Clubhouse, il social network dove ogni tipo di interazione si basa solo ed esclusivamente sulla voce. A realizzarlo è Twitter, che di fatto ha superato la concorrenza di altre aziende, come per esempio Facebook, impegnate sullo stesso fronte.

Twitter Spaces, come funzionerà?

La nuova funzione si chiamerà Twitter Spaces arriverà sia su Android che su iOS e sarà libera e aperta a tutti, contrariamente al rivale Clubhouse che al momento funziona solo su dispositivi Apple e a inviti. Una mossa senz’altro strategica da parte di Twitter, che di fatto fornirà agli utenti una soluzione senza restrizioni di sorta, e per giunta remunerativa. Grazie a Twitter Spaces, infatti, creativi e influencer potranno monetizzare sui loro contenuti su uno spazio completamente nuovo.

Il funzionamento di Spaces sarà piuttosto semplice: chiunque potrà partecipare, ascoltare e parlare in uno degli spazi su Twitter, che saranno pubblici come i Tweet. Il che significa che chiunque potrà accedervi. Appariranno automaticamente nella parte superiore della cronologia di ciascun utente, e ogni spazio (l’equivalente delle stanze di Clubhouse) avrà un collegamento che potrà essere condiviso pubblicamente.

In futuro, però, il servizio consentirà di creare anche spazi privati a invito, che si potrà inviare tramite DM, twittando il collegamento alla cronologia principale o copiando direttamente il collegamento dell’invito per poi inviarlo. Per tutte le informazioni vi rimandiamo alla FAQ ufficiale presente a questo indirizzo.

Intento Twitter continua con i test di questa nuova funzione, soprattutto per quanto concerne eventuali falle sulla privacy. L’obiettivo è quello di evitare quanto accaduto recentemente al rivale, dove un utente rimasto anonimo è riuscito a trasmettere ad un sito terzo alcuni feed audio presi da alcune stanze. Un problema non di poco conto, che ha fatto registrare un lieve calo di popolarità della piattaforma, complici le accuse dei ricercatori dello Stanford Internet Observatory, che hanno denunciato il rischio che l’audio grezzo degli utenti possa finire nelle mani del governo cinese. Clubhouse è stato infatti sviluppato da una società occidentale, la Alpha Exploration Co., ma la maggior parte del flusso di dati poggia in realtà sui servizi forniti da una società terza chiamata Agora, vicina alle autorità della Cina.

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