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Chicago sarà la prima città con i lampioni smart

Qualità dell'aria, temperatura, precipitazioni, vento e numero di passanti: tutti dati raccolti da particolari sensori posizionati sui lampioni di Chicago.

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Tra qualche mese la città di Chicago somiglierà un po’ di più alla controparte rappresentata nel videogame Watch Dogs di recente pubblicazione, in cui il protagonista Aiden Pearce si trova ad esplorare strade in tutto e per tutto controllate dalla tecnologia. L’amministrazione locale ha infatti approvato l’installazione di particolari sensori sui lampioni per l’illuminazione, a partire da quelli di Michigan Avenue, in grado di raccogliere un gran numero di dati e informazioni.

Lo scopo dell’operazione è quello di migliorare la qualità della vita degli abitanti, tenendo costantemente sotto controllo parametri come la qualità dell’aria, l’intensità della luce, il rumore, la temperatura, le precipitazioni e il vento. Ciò che però fa più discutere è la capacità delle stazioni, tramite l’analisi del traffico cellulare generato dai passanti, di conteggiare il numero di persone che transitano sul posto. Questo ha fatto sorgere qualche giustificato timore in merito ad eventuali violazioni della privacy, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi: sarà infatti tenuto conto esclusivamente del numero di telefoni che agganciano il segnale mobile, in modo del tutto anonimo, senza salvare alcuna informazione come l’indirizzo dei dispositivi.

Non collezioneremo dati che possano identificare le persone. Non ci sono videocamere o dispositivi per la registrazione. I sensori rileveranno il livello del rumore, ma non catturando i suoni reali. Le sole immagini salvate saranno ad infrarossi.

Un rendering dei sensori che saranno installati sui lampioni di alcune strade a Chicago

Un rendering dei sensori che saranno installati sui lampioni di alcune strade a Chicago (immagine: Chicago Tribune).

Il progetto, messo in campo dall’Università di Chicago in collaborazione con il University of Chicago and Argonne National Laboratory, aiuterà gli scienziati a trovare soluzioni che consentano di rendere la città più vivibile. È quanto auspica Charlie Catlett, direttore del Urban Center for Computation and Data. I primi otto sensori saranno installati nelle prossime settimane, con altre decine che seguiranno entro fine anno. Alla realizzazione dei box contenenti i sensori hanno contribuito anche aziende come Cisco , Intel, Zebra Technologies, Qualcomm, Motorola e Schneider Electric, mettendo a disposizione del team guidato da Catlett circa un milione di dollari.