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Easy Download, nuova mossa dell’Antitrust

L'Antitrust apre un nuovo procedimento giudiziario nei confronti di Easy Download a causa della mancata ottemperanza alla delibera del mese di novembre.

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Continua l’azione dell’Antitrust nei confronti di Easy Download, il portale che ha ingannato numerosi utenti italiani alla ricerca di applicazioni gratuite, affibbiando loro abbonamenti a pagamento a seguito di un semplice click. Dopo la condanna giunta nel corso del mese di novembre 2010, infatti, arriva l’apertura di un nuovo procedimento giudiziario nei confronti di Eurocontent Ltd, il gruppo che gestisce il suddetto portale.

La nuova mossa dell’Antitrust rappresenta la conseguenza della reazione alla condanna a versare 960.000 euro come risarcimento agli utenti da parte della società, che ha immediatamente presentato ricorso al Tar del Lazio: ricorso che è stato respinto dai giudici, i quali hanno imposto ad Eurocontent di sostenere anche le spese giudiziarie. La posizione viene ora ad aggravarsi ulteriormente grazie all’accusa di mancata ottemperanza alla delibera dell’Antitrust.

Eurocontent Ltd dovrà dunque versare circa 1 milione di euro come stabilito dalla prima condanna, la quale prevede una doppia sanzione da 480 mila euro. Il reato contestato è quello di essersi «avvalsa, nella promozione su ADgoogle della propria attività di chiavi di ricerca non già semplicemente ambigue, ma, con l’inclusione della terminologia “gratis” e affini, intenzionalmente contrarie al vero, al fine di eludere, in tal modo non solo le aspettative, ma la stessa attenzione del consumatore, automaticamente indirizzato ad una pagina recante la maschera di attivazione di un servizio in abbonamento».

Inutili si sono rivelati i tentativi da parte dei legali della società di rilanciare con un improbabile contropiede, mischiando nuovamente le carte in tavola al fine di individuare nelle associazioni dei consumatori non un punto di raduno per cittadini truffati ma la causa di una serie di denunce giostrate ad arte al fine di contrastare l’operato del gruppo: nell’appello al Tar del Lazio, infatti, è stato evidenziato come le accuse siano figlie di inviti da parte delle associazioni a segnalare casi in realtà inesistenti, e non della volontà dei navigatori di denunciare Easy Download. Quest’ultimo dovrà ora versare quanto stabilito nella prima sentenza, in attesa che il secondo procedimento giudiziario faccia il proprio corso.

Fonte: ADUC • Notizie su: