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Anonymous, attacco alla polizia del Texas

Gli Anonymous hanno messo a segno un nuovo colpo, aggredendo i server della polizia del Texas.

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Il sito web della polizia del Texas è stato attaccato dagli Anonymous. A spingere il gruppo di hacktivisti della Rete ad un simile gesto sarebbe stato l’arresto di alcuni membri della cricca che agisce in nome della libertà nel web da parte delle forze dell’ordine dello stato americano. L’aggressione è avvenuta nella giornata di ieri ed al momento il sito risulta in manutenzione.

Una volta ripristinate le pagine web, gli Anonymous hanno però trovato nuovamente la porta aperta per eseguire altre operazioni di defacing della home page, con nuovi messaggi rivolti alle autorità statunitensi: a permetter loro una nuova aggressione sembrerebbe esser stata la mancata rimozione della backdoor utilizzata per il primo attacco, la quale è stata in seguito rimossa dagli addetti ai lavori. Il gruppo di cracker, però, non si sarebbe limitato a modificare il sito di riferimento della polizia del Texas, ma avrebbe sottratto anche diversi documenti riservati.

Secondo le prime indiscrezioni, tali file ammonterebbero ad un totale di 3 GB e riguarderebbero informazioni altamente riservate: da documenti destinati a scopi prettamente interni ad una lunga serie di messaggi di posta elettronica tra pezzi grossi delle forze dell’ordine a stelle e strisce. Tra le email ve ne sarebbero poi diverse a sfondo razzista e sessista: di tali messaggi di posta sono stati pubblicati i presunti nomi di mittenti e destinatari, motivo per cui la nuova aggressione firmata dagli Anonymous potrebbe avere importanti ripercussioni anche all’interno degli organi di polizia.

Successivamente gli Anonymous hanno proclamato una nuova vittoria: sull’account Twitter del gruppo è apparso infatti un nuovo messaggio relativo ad un’intrusione effettuata nei server della Corte degli Stati Uniti del nono circuito. L’operazione AntiSec continua dunque senza sosta, con nuovi attacchi nei confronti delle istituzioni mondiali ed i tentativi da parte delle forze dell’ordine di scovare i relativi colpevoli.

Fonte: PCWorld • Notizie su: