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Da Google il network contro il terrorismo

Dal laboratorio Google un network mondiale contro la violenza: vittime, esperti, storie, tutti in rete per creare una consapevolezza.

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Un network contro la violenza e il terrorismo. Da Google ideas, il laboratorio di Mountain View dove si raccolgono gli spunti delle comunità per migliorare il pianeta, è nato AVE, Against Violent Extremism, un grande serbatoio ad altissimo livello di interazione contro il terrismo e la violenza estremista.

Google aveva dato mandato ai suoi think tank di reagire ai problemi sorti in questi ultimi anni dalle critiche rivoltegli per ospitare comunicati su YouTube di frange dell’estremismo, che non si può risolvere solo con la pulizia del sito, ma con opportune risposte di senso contrario. Così, è arrivato AVE, un sito di nuova concezione che permette di mettere in relazione vittime dell’estremismo, esperti, politici e persino ex estremisti o terroristi.

L’obiettivo è ovviamente quello di alimentare nuove consapevolezze tramite il network e lo scambio di informazioni ed esperienze. Insieme a persone più o meno direttamente coinvolte dal terrorismo, anche organizzazioni non governative, sostenitori privati, e – questo non deve stupire – sono previste almeno un migliaio di adesioni tra islamisti, anarchici, esponenti delle fazioni e dei partiti più radicali del pianeta, ma che rifiutano la violenza. E insieme a loro, formatori da ogni angolo del mondo, che ogni giorno cercano di strappare alla violenza generazioni di persone che non vedono altra soluzione per cambiare il loro status o quello del loro paese.

Un concetto complesso, quello della radicalità politica che non deve sfociare nella violenza, anzi una vera scommessa: ma il network online è in effetti un ottimo modo di connettere esperienze e idee in remoto. Come mai prima nella storia. Si parlerà di raccolta fondi, di geopolitica, di diplomazia, con i governi fuori dalla porta. Le precedenti esperienze di tavoli formati dalla politica sono sempre falliti, così si è capito che è meglio che il network metta direttamente in contatto i protagonisti di questi dibattiti, senza padrini.

Visitando il sito, che fornisce anche una mappa che visualizza tutti i componenti finora registrati e ha un contatore sempre aggiornato, si comprende come aleggi lo spirito di Anders Breivik, l’estremista norvegese attualmente in carcere dopo aver ucciso decine di studenti: Breivik ha più volte spiegato come il Web gli abbia fornito presupposti ideologici, convincimenti, strategie, tecniche. Against Violent Extremism è in pratica il suo corrispettivo speculare, la reazione web-politica alla follia omicida.

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