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Second Life, l’adunata è un piccolo flop

Ci si aspettava molti utenti all'adunata organizzata a Pistoia per i partecipanti al mondo di Second Life. Gli avatar presenti, invece, sono stati molti meno del previsto e la cosa conferma la tesi per cui Second Life si stia ridimensionando in fretta

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Second Life fa discutere. Nel bene e nel male, fa discutere. Così come prima il trend era l’esaltazione del mondo virtuale in cui tutto stava convogliando, ora la spirale del dibattito sembra aver intrapreso una direttrice opposta e tutto viene sgonfiato sul nascere dipingendo quadri oscuri per il futuro dei Linden Lab.

L’ultima occasione è quella dell’incontro “reale” che il mondo “virtuale” del Second Life italiano si è organizzato. La sede doveva essere quella di Pistoia, dove gli “avatar” tricolori avrebbero dovuto confluire in massa. Così non è stato, e l’incontro è diventato una sorta di mercatino dell’avatar in cui in molti hanno portato la propria idea per raccogliere qualche banconota che non fosse soltanto di “Linden dollar”: «alcuni sono venuti da Roma e Torino per organizzare un concorso di scrittura creativa per avatar, c’era l’ombroso artista di Ischia che presentava la sua produzione di figure ispirate al “clima” di Second Life. C’erano dei ragazzi di Brescia che si sono inventati il servizio: “Un avatar a casa?”. In pratica spediscono a domicilio un bel ritratto dell’avatar dei propri sogni, stampato e incorniciato pronto per essere appeso sopra il letto o nel salotto» (La Stampa).

La star dell’incontro è stata Irene “Freccia Lane” Grandi, colei che da Second Life ha esportato un video per un proprio brano musicale, mentre Telecom avrebbe presentato il proprio progetto solo in questi giorni per portare anche il nome Alice sull’apposita isola del gruppo. In Italia Second Life sembra smuovere le acque dell’inventiva solo ora che all’estero già si tirano i remi in barca: grandi gruppi USA sembrano già aver abbandonato i propri progetti ed il tasso di circolazione del danaro sul sistema è ultimamente sceso abbondantemente. Nonostante ciò il ministro Di Pietro ci ha provato e così sta facendo la squadra di calcio FC Internazionale la quale, per un’idea del figlio del Presidente Massimo Moratti, ha portato le proprie divise e la propria sede su un’apposita isola neroazzurra.