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USA, attivista arrestato per furto al MIT

Aaron Swartz, attivista ben noto nel panorama online statunitense, sarebbe stato arrestato con l'accusa di furto e frode nei confronti del MIT.

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Aaron Swartz, attivista del web statunitense, è stato arrestato con l’accusa di furto e frode informatica ai danni del Massachusetts Institute of Technology e del JSTOR, un archivio di documenti e pubblicazioni scientifiche. Qualora i giudici dovessero avvallare le ipotesi secondo cui Swartz risulta colpevole di tali reati, lo stesso rischierebbe fino a 35 anni di carcere ed 1 milione di dollari di risarcimento.

Il ventiquattrenne programmatore americano è una figura ben nota nel mondo degli attivisti online negli Stati Uniti. Il suo nome figura in calce ad una serie di progetti web-oriented, tra cui un sito web battezzato Infogami e successivamente venduto al portale di notizie in chiave social Reddit, oltre che una fondazione non-profit denominata Demand Progress ed attiva per liberare la Rete da una serie di limitazioni imposte dalle leggi statunitensi.

Secondo le prime indiscrezioni, Swartz si sarebbe introdotto illegalmente all’interno del network del MIT, accedendo all’archivio privato del celeberrimo ateneo d’oltreoceano al fine di sottrarre una lunga serie di documenti: le stime diramate dalle autorità parlano di circa 4 milioni di documenti trafugati dal giovane programmatore ora libero su cauzione, tra i quali figurerebbero principalmente articoli, recensioni di libri ed altre pubblicazioni realizzate dai numerosi collaboratori dell’istituto. Non risultano invece esser stati rubati dati relativi alle credenziali d’accesso del personale del MIT.

L’attivista statunitense è inoltre già stato al centro di accuse simili nel 2009 a seguito del furto di oltre 19 milioni di pagine da un database governativo. Interrogato dall’FBI, Swartz avrebbe risposto che tali documenti sarebbero dovuti essere disponibili gratuitamente per tutti. Il processo, secondo le prime dichiarazioni, è previsto per il prossimo 9 settembre.

Fonte: New York Times • Immagine: Popculturegeek.com • Notizie su: