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Consultazione del Garante sull’Internet delle Cose

Il garante della privacy ha avviato una consultazione sull'Internet of things: una mail e 180 giorni di tempo.

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Impianti di riscaldamento che si accendono da remoto con lo smartphone, frigoriferi che segnalano la scadenza dei cibi, sistemi di trasporto collegati algoritmicamente ai tornelli, orologi e bracciali intelligenti che segnalano eventuali anomalie corporee. Sono solo alcuni degli innumerevoli servizi offerti oggi da quello che è stato definito IoT, la cosiddetta “Internet delle cose“. La possibilità per gli oggetti di dialogare tra loro attraverso sensori, usando la rete come sistema di trasporto dei dati pone questioni tecniche, sociali, economiche ancora senza risposte e qualche timore giustificato. Anche per questo il garante della privacy, Antonello Soro, ha pensato di lanciare una consultazione pubblica sull’argomento.

L’interconnessione di questi oggetti e sistemi – che non interessa solo smartphone e pc, ma anche dispositivi indossabili, sistemi di automazione domestica e geolocalizzazione – comporta la raccolta, la registrazione e l’elaborazione di dati di utenti spesso inconsapevoli. Questi dati consentono non solo di costruire profili dettagliati delle persone, basati sui loro comportamenti, sulle loro abitudini, sui loro gusti, perfino sul loro stato di salute, ma di effettuare – potenzialmente – anche un monitoraggio particolarmente invasivo sulla loro vita privata e di mettere in atto possibili condizionamenti della loro libertà.

Per questo sull’IoT il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di valutare il fenomeno nella sua complessità, così poi da definire misure per assicurare agli utenti la massima trasparenza nell’uso dei loro dati personali e, dice il comunicato ufficiale, «per tutelarli contro possibili abusi». In particolare, l’Autorità intende acquisire elementi su questi aspetti:

  • La modalità di informazione degli utenti, anche in vista di un eventuale consenso;
  • La privacy by design, cioè la possibilità che fin dalla fase di progettazione dei servizi e dei prodotti gli operatori coinvolti adottino soluzioni tecnologiche a garanzia della privacy degli utenti;
  • Cifratura e anonimizzazione delle informazioni;
  • Interoperabilità dei servizi;
  • Strumenti di certificazione.

Come contribuire

Il sistema ideato per questa consultazione non è particolarmente innovativo e inclusivo, ma tant’è.. Nessuna piattaforma: contributi, osservazioni, proposte da parte dei soggetti interessati – a partire dal mondo dell’imprenditoria, dalla ricerca scientifica, dai consumatori – dovranno pervenire al Garante entro 180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’avviso di avvio della consultazione, anche via posta elettronica all’indirizzo iot@gpdp.it

Fonte: Webnews • Notizie su: