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Facebook indagata per violazione della privacy

Il Commissario irlandese per la protezione dei dati personali avvierà un controllo sul funzionamento del social network.

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Facebook è ancora una volta sotto indagine per sospetta violazione della privacy degli utenti. Il Commissario irlandese per la protezione dei dati personali ha annunciato infatti l’avvio di un controllo approfondito sul social network, i cui risultati potrebbero influenzare a vasto raggio le attività del gruppo.

La scorsa settimana Facebook era finito sotto i riflettori dopo che un blogger aveva scoperto che la sua navigazione sul web veniva tracciata dal sito anche dopo aver effettuato il log out. Ora invece il commissario irlandese ha iniziato ad investigare sul social network di Zuckerberg dopo aver ricevuto un elenco dettagliato di funzionalità che violerebbero la privacy degli utenti.

L’elenco stilato da un gruppo austriaco chiamato “Europe versus Facebook” contiene accuse di una certa gravità che, se confermate, potrebbero avere ripercussioni sul funzionamento complessivo del social network. Ecco un breve estratto dell’elenco:

  • Facebook raccoglie informazioni sugli utenti senza il loro consenso e li utilizza per modificare i profili esistenti e per creare nuovi profili;
  • I messaggi (inclusi quelli in chat) sono memorizzati anche se l’utente li cancella;
  • La policy della privacy è vaga, non chiara e contraddittoria;
  • La nuova funzione di riconoscimento facciale è una violazione del diritto alla privacy perché manca l’esplicito consenso degli utenti;
  • I tag eliminati dall’utente vengono solo disattivati. Facebook continua a memorizzarli.
  • Gli amici rimossi sono memorizzati da Facebook;
  • Il pulsante Like viene utilizzato per tracciare la navigazione degli utenti su Internet;
  • Le impostazione della privacy regolano solo chi può vedere un link ad un’immagine. L’immagine è pubblica su Internet;
  • Gli utenti possono essere aggiunti ad un gruppo senza il loro consenso;
  • Le condizioni sulla privacy cambiano frequentemente e gli utenti non vengono opportunamente informati e non viene chiesto il loro consenso.

I risultati dell’indagine saranno noti entro la fine dell’anno.

Fonte: ZDNet • Notizie su: